Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Palma di Montechiaro

L'omicidio per un trattore rubato e il traffico di armi, 11 rinvii a giudizio

L'inchiesta avrebbe fatto luce sul delitto di Salvatore Azzarello, ucciso in una rappresaglia legata a un furto

L'inchiesta per la faida di Palma, con due omicidi messi a segno come conseguenza di una scia di sangue innescata per il furto di alcuni attrezzi agricoli, approda in aula: il giudice per l'udienza preliminare Micaela Raimondo ha disposto il rinvio a giudizio di undici dei dodici imputati. 

Si tratta di: Ignazio Rallo, 40 anni; Roberto Onolfo, 29 anni; Giuseppe Rallo, 28 anni; Angelo Castronovo, 64 anni; Pino Azzarello, 40 anni; Giuseppe Azzarello, 23 anni; Carmelo Pace, 49 anni; Noemi Maria Concetta Oteri, 22 anni; Giacomo Alotto, 62 anni; Gaetano Gioacchino Burgio, 50 anni e Giuseppe Giganti, 44 anni. Francesco Orlando, 26 anni, imputato di favoreggiamento, ha invece chiesto la messa alla prova, attraverso il suo legale Rosario Magliarisi. 

La prima udienza, davanti alla Corte di assise presieduta da Alfonso Malato, è stata fissata per il 21 settembre. L'inchiesta, conclusa dal pubblico ministero Gloria Andreoli, tuttavia, ha tagliato fuori alcune accuse che non avevano retto sul piano indiziario al vaglio di gip e tribunale del riesame. 

Onolfo e Ignazio Rallo sono accusati di avere vendicato l'omicidio di Enrico Rallo - fratello di quest'ultimo - uccidendo il trentasettenne Salvatore Azzarello. L'inchiesta avrebbe fatto luce su una vera e propria faida. Ad innescare la violenza sarebbe stato il furto di un trattore.

Teatro della vicenda è Palma dove il 9 novembre del 2015 e il 22 agosto del 2017 vengono messi a segno due agguati. Del primo ne fa le spese Enrico Rallo, trentanovenne colpito da numerosi colpi di arma da fuoco nei pressi di un bar perchè sospettato di avere avuto un ruolo nel furto del mezzo agricolo. Secondo i pm, la morte di Rallo sarebbe stata vendicata da alcuni parenti e amici che decisero di uccidere Azzarello: Giuseppe Rallo, Ignazio Rallo, Onolfo e Castronovo. Il commando sarebbe entrato in azione con un fuoristrada, in una zona di campagna dove la vittima designata era andata a lavorare la terra. 

Il gip ritenne che i gravi indizi sussistessero solo a carico di Ignazio Rallo e Roberto Onolfo. La Procura, di conseguenza, ha chiesto solo il loro rinvio a giudizio. Gli altri imputati sono finiti a processo per accuse connesse di armi, furto e favoreggiamento. 

L'omicidio di Enrico Rallo, ad esempio, non sarà oggetto del processo. Ad ucciderlo, secondo la versione iniziale della Procura poi archiviata, sarebbero stati Angelo Castronovo, 63 anni e lo stesso Azzarello, ritenuto unico autore dell'omicidio verso il quale non si procede essendo deceduto. 

Nessuno dei difensori (nel collegio, fra gli altri, gli avvocati Santo Lucia, Giovanni Castronovo, Antonino Gaziano, Chiara Proietto, Walter De Agostino, Domenico Ingrao e Giuseppe Vinciguerra) ha chiesto il rito abbreviato. La decisione del gup, dopo un breve passaggio in aula, è stata quella di approfondire i fatti in dibattimento. 

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