Sabato, 13 Luglio 2024
Il processo / Canicattì

Investito e ucciso dal consuocero per bloccare il matrimonio dei figli: dalle chat di WhatsApp lo scontro fra famiglie

Il consulente della parte civile ha ricostruito in aula i messaggi inviati fra i futuri sposi e i litigi sorti dopo l'annuncio delle nozze: Mario Vincenzo Lauricella morì settimane dopo essere stato travolto dalla vettura di Luigi Lalomia

I contrasti fra i due nuclei familiari letti attraverso le chat di whatsapp: il consulente della procura ha deposto in aula al processo a carico di Luigi Lalomia, 75 anni, tabaccaio accusato di avere investito e ucciso, nel luglio del 2019, il futuro consuocero Mario Vincenzo Lauricella, meccanico sessantenne con la finalità di bloccare il matrimonio dei figli.

La stessa figlia della vittima, Clara, promessa sposa di suo figlio, si sarebbe salvata grazie al gesto eroico del padre che, vedendo piombare l'auto contro di loro, la allontanò con una manata con la conseguenza che fu investito solo lui. 

Al processo, in corso davanti alla Corte di assise presieduta da Alfonso Malato, è stato ascoltato il consulente del difensore di parte civile, l'avvocato Salvatore Amato, che ha acquisito le chat whatsapp dai telefoni dei due fidanzati dai quali arriva la conferma dei forti contrasti fra i rispettivi genitori. In seguito sarà ascoltato il consulente della difesa dell'imputato, affidata all'avvocato Calogero Meli. 

I litigi, secondo il racconto fatto in aula all'udienza precedente dal figlio dell'imputato, sarebbero iniziati un pò a sorpresa quando, nel 2019, dopo 6 anni di fidanzamento decisero di sposarsi. "Quando l'ho comunicato a mia madre - ha detto Antonio Lalomia - sono iniziati i problemi. Si è lamentata perchè diceva che avevamo deciso di sposarci senza dirle nulla, come se avessimo tramato con i genitori di Clara alle sue spalle. Da allora sono iniziati i contrasti, Clara non è più venuta a casa mia ed è stato un crescendo di tensione".

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