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L'ingresso del liceo "Empedocle"

L'ingresso del liceo "Empedocle"

Agrigento, occupazione al liceo "Empedocle": nei prossimi giorni anche le altre scuole

Cancelli chiusi e protesta ad oltranza, come loro stessi dicono, contro il decreto legge istruzione varato dal Governo Letta. Un'associazione di studenti dietro la protesta

Ogni persona ha un compito: dalle pulizie dei bagni alla scelta dei film per il cineforum, dall'organizzazione dei tornei alla realizzazione dei cartelloni da appendere in giro per l'istituto. L'occupazione al liceo classico "Empedocle" di Agrigento è iniziata ieri mattina, ma gli studenti non erano per nulla impreparati. Anzi.

Cancelli chiusi e protesta ad oltranza, come loro stessi dicono, contro il decreto legge istruzione varato dal Governo Letta. «Protestiamo per i pochissimi fondi per l'edilizia scolastica e per il welfare dello studente, noncurante delle vere necessità» spiega Alberto Petix, rappresentante degli studenti del liceo "Empedocle" alla Consulta provinciale studentesca insieme ad Antonio Nocera, presidente della stessa Consulta.

Intanto, mentre i rappresentanti sono impegnati a parlare con la preside, in giro per l'istituto continuano le varie attività organizzate dagli studenti. C'è un laboratorio di inglese, uno per il recupero delle materie, altri tre che sono invece dedicati al cinema e alle attività sportive. C'è anche una "zona notte", dove i più tenaci hanno dormito la scorsa notte. Il liceo "Empedocle" è stata la prima scuola ad aderire all'occupazione, ma nei prossimi giorni anche gli studenti degli altri istituti sarebbero pronti a chiudere i cancelli.

A coordinare le scuole c'è un'associazione costituita dagli stessi ragazzi: si chiama "Area 51", come la zona militare off-limits americana, ed è capofila nella protesta. «Siamo pronti a continuare ad oltranza - ci spiegano i rappresentanti - contro questo ulteriore schiaffo del Governo. Non abbiamo strutture adeguate e i libri costano sempre di più. Per non parlare dei trasporti. Non abbiamo una data di fine. Protestiamo e andiamo avanti contro queste scelte scellerate».

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