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L'appello

La frittata di "neonata" regina della tavola? Il gruppo Adorno: "Denunciate chi la vende"

L'associazione antibracconaggio lancia un appello ai cittadini e ai consumatori

C'è chi ne va pazzo: la "neonata", la frittata di novellame di sarda è infatti un caposaldo della cucina siciliana. Peccato però che il cosiddetto "bianchetto" non può essere pescato, detenuto, venduto e comprato in nessun periodo dell’anno, perché si tratta di pesce allo stato giovanile e quindi al di sotto della misura minima stabilita dalla legge.

Eppure la "neonata", appunto, ha un vasto mercato e viene venduta e consumata un po' ovunque anche in provincia di Agrigento. Una situazione che, come denuncia il gruppo "Adorno",  "determina l’impoverimento dell’ambiente marino, poiché la sarda sta alla base della catena alimentare di gran parte della fauna marina, con gravi ripercussioni su tutte le specie di pesci e mammiferi e dunque sulla biodiversità".

Una vendita, quella del "bianchetto", che però comporta solo il rischio di sequestro e multe, ma non di provvedimenti di natura penale. 

L'appello del gruppo "Adorno", che si occupa di antibracconaggio, qunidi, lancia un appello. "E’ ora che i cittadini rispettosi della legge e che hanno a cuore le sorti dell’ambiente marino prendano parte a questa lotta impari: ovviamente rifiutandosi di acquistare questo prodotto illegale, ma anche
segnalando, pure in forma anonima, a tutte le forze dell’ordine che effettuano il sequestro del prodotto, le attività di pesca, di vendita e di acquisto illeciti".

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