"Pressioni su imprenditore per costringerlo a stipulare contratto con la sua società", giudizio abbreviato per ex assessore

Francesco Lisinicchia lo avrebbe minacciato in maniera neppure troppo velata millantando di poter dare protezione mafiosa

Francesco Lisinicchia

Giudizio abbreviato per l’ex assessore del Comune di Naro, Francesco Lisinicchia, accusato di avere fatto pressioni su un imprenditore per costringerlo a stipulare un contratto per un servizio di vigilanza con la società di cui l’allora componente della giunta era dipendente con mansioni dirigenziali.

Lisinicchia, difeso dagli avvocati Diego Giarratana e Antonio Panico, lo scorso primo dicembre, è finito agli arresti domiciliari. Questa mattina, davanti al gup Stefano Zammuto, subito dopo l’interrogatorio del perito Giuseppe Rinzivillo, che ha trascritto alcune intercettazioni, i legali dell’ex amministratore hanno formalizzato la strategia processuale. Il 18 febbraio ci sarà la requisitoria del pm. 

Lisinicchia è “accusato di induzione indebita a dare o promettere utilità”. In particolare avrebbe minacciato l'imprenditore Giuseppe Romano, che aveva in appalto un servizio di nettezza urbana in paese, in maniera velata ma neppure troppo, per costringerlo a stipulare il contratto di guardania facendogli presente che avrebbe rischiato grosso se avesse tenuto i mastelli per strada e millantando anche amicizie mafiose che gli avrebbero garantito protezione se si fosse prestato ad assecondare la sua richiesta. 

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