Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Prima dell'omicidio davanti casa le liti al bar, ragazza in aula: "Minacce e coltelli"

La cugina del trentasettenne Costantin Pinau racconta le aggressioni che avrebbero preceduto l'agguato a colpi di zappa

La vittima Costantin Pinau

Continui litigi e aggressioni con minacce e persino un coltello. L'omicidio del bracciante agricolo trentasettenne Pinau Costantin, massacrato a colpi di zappa e bastone davanti alla sua abitazione di Naro l'8 luglio del 2018, sarebbe stato preceduto da una serie di violenti litigi anche al bar. A raccontarlo, ieri mattina, davanti alla Corte di assise di Agrigento presieduta da Alfonso Malato, è stata la cugina della vittima che lavorava in un bar di Naro, punto di ritrovo della comunità romena in paese. In questo stralcio del processo l'unica imputata è Anisoara Lupascu, 39 anni, accusata dell'omicidio insieme al marito Vasile Lupascu, 45 anni, e al loro figlio Vladut Vasile Lupascu, 20 anni.

L'agguato sarebbe avvenuto mentre Costantin, insieme alla moglie, rimasta pure ferita nel tentativo di difendere il marito, e al figlio, stava rientrando in casa dopo un battesimo. "Ho assistito - ha raccontato in aula la ragazza rispondendo al pm Chiara Bisso, ai difensori di parte civile Francesco Scopelliti e Giovanni Salvaggio e a quello dell'imputata, l'avvocato Diego Giarratana - a un litigio violento fra padre e figlio da una parte e Costantin dall’altra. A un certo punto il primo ha tirato fuori un coltello". 

Ai violenti litigi avrebbe partecipato anche la donna che, secondo la barista che ha testimoniato, in una circostanza si sarebbe rivolta al marito dicendogli, riferendosi a Costantin: "Se non lo uccidi, lo faccio io". 

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