"Bracciante agricolo ucciso a colpi di zappa e bastone per vendicare rottura di uno specchietto", chiesta condanna di padre e figlio

Secondo il sostituto pg la sentenza di primo grado, che infliggeva 30 anni di carcere a Vasile Lupascu, 45 anni, e a Vladut Vasile Lupascu, 20 anni, va confermata

Constantin Pinau

La sentenza di primo grado va confermata: secondo il sostituto procuratore generale Maria Teresa Maligno, non ci sono dubbi sul fatto che Vasile Lupascu, 45 anni, e il figlio Vladut Vasile Lupascu, 20 anni, sono gli autori del brutale omicidio, a colpi di zappa e spranga, dell’agricoltore trentasettenne Costantin Pinau. Il magistrato ha chiesto ai giudici della Corte di assise di appello di Palermo, presieduta da Mario Fontana, di non modificare il verdetto che infliggeva 30 anni di reclusione - pena peraltro ridotta di un terzo per il giudizio abbreviato - ai due imputati.

L'omicidio, al quale avrebbe partecipato pure Anisoara Lupascu, 40 anni (moglie e madre degli altri imputati, condannata a 22 anni nell'altro stralcio del processo) è avvenuto l'8 luglio del 2018 davanti all'abitazione di Naro della vittima. I due imputati, di origini rumene come la vittima, in primo grado sono stati condannati anche a pagare una provvisionale, vale a dire un anticipo del risarcimento del danno, di 60 mila euro ciascuno alla moglie e ai tre figli di Pinau che si sono costituiti parte civile con l'assistenza degli avvocati Francesco Scopelliti, Vito Cangemi e Giovanni Salvaggio che, questa mattina, hanno illustrato le loro arringhe chiedendo la conferma della condanna.

L'accusa di tentato omicidio, contestata ai due imputati, ai danni della moglie di Pinau, colpita a sua volta nel tentativo di difendere il marito, è stata riqualificata da tentato omicidio a lesioni. La circostanza, insieme alla scelta del giudizio abbreviato, ha evitato ai due imputati la condanna all'ergastolo. 

I difensori, gli avvocati Diego Giarratana e Salvatore Pennica, illustreranno la loro arringa il 30 ottobre. Poi la Corte si ritirerà in camera di consiglio ed emetterà la sentenza.

La ricostruzione dell’episodio sembrava chiara dopo poche ore. L'agguato, sotto casa della vittima, sarebbe scattato dopo una serie di litigi scanditi, sembrerebbe, da aggressioni e denunce reciproche. Pare in particolare - secondo quanto hanno raccontato alcuni testi in aula - che, poco prima dell’omicidio, Costantin avesse rotto uno specchietto all’auto di Lupascu che, insieme al figlio e alla moglie, avrebbe organizzato una rappresaglia: i tre, armati di zappa, coltello e spranga avrebbero brutalmente pestato i coniugi, colpendo soprattutto Costantin che morì poco dopo mentre la donna, che cercò di difendere il marito, sarebbe stata colpita al braccio e riportò la frattura. 

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