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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca Naro

Ucciso per specchietto auto, condanna a 30 anni per padre e figlio

La Corte di assise di appello elimina l'aggravante dei futili motivi ma la pena resta invariata rispetto alla sentenza di primo grado: alla donna coinvolta nell'inchiesta - madre e moglie dei due imputati - sono stati inflitti 21 anni in un altro stralcio del processo

Condanna a 30 anni confermata anche se i giudici della Corte di assise di appello di Palermo hanno escluso l'aggravante dei futili motivi:  Vasile Lupascu, 45 anni, e il figlio Vladut Vasile Lupascu, 20 anni, secondo quanto ha stabilito il verdetto di secondo grado, sono gli autori del brutale omicidio, compiuto a colpi di zappa e spranga, dell’agricoltore trentasettenne Costantin Pinau.

La pena è ridotta di un terzo per effetto del giudizio abbreviato. L'esclusione dell'aggravante - unica modifica rispetto al verdetto di primo grado - non ha fatto modificare la pena inflitta. L'omicidio, al quale avrebbe partecipato pure Anisoara Lupascu, 40 anni (moglie e madre degli altri imputati, condannata a 22 anni nell'altro stralcio del processo) avvenne l'8 luglio del 2018 davanti all'abitazione di Naro della vittima. 

La ricostruzione dell’episodio sembrava chiara dopo poche ore il fatto. L'agguato, avvenuto sotto casa della vittima, sarebbe scattato dopo una serie di litigi scanditi, sembrerebbe, da aggressioni e denunce reciproche. Pare in particolare - secondo quanto hanno raccontato alcuni testi in aula - che, poco prima dell’omicidio, Costantin avesse rotto uno specchietto all’auto di Lupascu, che, insieme al figlio e alla moglie, avrebbe organizzato una rappresaglia: i tre, armati di zappa, coltello e spranga avrebbero brutalmente pestato i coniugi, colpendo soprattutto Costantin che morì poco dopo mentre la donna, che cercò di difendere il marito, sarebbe stata colpita al braccio e riportò la frattura.

I due imputati, di origini rumene come la vittima, in primo grado sono stati condannati anche a pagare una provvisionale, vale a dire un anticipo del risarcimento del danno, di 60 mila euro ciascuno alla moglie e ai tre figli di Pinau che si sono costituiti parte civile con l'assistenza degli avvocati Francesco Scopelliti, Vito Cangemi e Giovanni Salvaggio. 

L'accusa di tentato omicidio, contestata ai due imputati, ai danni della moglie di Pinau, colpita a sua volta nel tentativo di difendere il marito, già in primo grado è stata riqualificata in lesioni. La circostanza, insieme alla scelta del giudizio abbreviato, ha evitato ai due imputati la condanna all'ergastolo. La difesa - affidata agli avvocati Diego Giarratana e Salvatore Pennica - impugnerà il verdetto in Cassazione. 

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