Coronavirus e tatuaggi, Muscarella: "Noi dimenticati da tutti, mascherine e guanti? Li usiamo da sempre"

I professionisti del tattoo vivono giorni non facili. La crisi dovuta al Covid 19 ha messo in ginocchio anche loro. Ripartire? L'esperto dice che non sarà facile

Riccardo Muscarella

Sono stati classificati come operatori del settore benessere e dunque apriranno insieme ai barbieri, parrucchieri ed estetisti, ma di loro si sta dicendo davvero poco. Stiamo parlando dei tatuatori. Professionisti del settore che nei giorni del Coronavirus stanno avendo, una crisi economica importante. Se tutto dovesse andare bene la data di apertura è fissata per i primi giorni di giugno.

Eppure proprio chi realizza tatuaggi si sente pronto ad aprire fin da subito. Il perché lo abbiamo chiesto a Riccardo Muscarella, tatuatore di professione che opera ad Agrigento. “Chi oggi ci spiega come dobbiamo comportarci evidentemente non è mai entrato in uno studio di tatuaggi. Noi da sempre ci siamo approcciati alla clientela tenendo in considerazione il potenziale contagio - dice Riccardo ad AgrigentoNotizie. Prima di diventare tatuatori c’è una trafila importante. Dei corsi tenuti da veri professionisti del settore igienico. Si studia tantissimo il rischio infettivo. Lavoriamo in ambienti sicuri e dunque preventivamente sanificati. Nella mia vita professionale non ho mai abbassato la guardia, l’approccio è stato sempre lo stesso Nel nostro caso c’è uno studio approfondito della contaminazione crociata, che è una della prima causa di virus e batteri tra un individuo ed un altro. Dunque noi lavoriamo sempre tenendo conto di una potenziale malattia, questo ci permette di prendere le dovute precauzioni con qualsiasi tipologia di cliente”.  

Riccardo Muscarella è titolare di un importante studio nel centro città e le nuove regole non lo spaventano. “Ho sempre ricevuto i clienti uno per volta. Ovviamente qualcuno ha chiesto la presenza di un fidanzato, ma tutto sempre a debita distanza”. E sulla gestione dell’attività Riccardo parla così. “Vista la situazione cambierà l’obbligo di dovere entrare uno alla volta. Tutto andrà fatto con le prenotazioni, un po’ come si faceva qualche anno fa. Dobbiamo sapere gestire gli appuntamenti, ognuno di noi deve essere responsabile di ciò che accade dentro il proprio studio. Nel nostro settore cambia davvero poco - spiega Riccardo. La nostra preparazione non riguarda soltanto i batteri. Noi abbiamo studiamo come sterilizzare il tutto. Siamo delle figure preparate a tutto questo, tra le migliori e le più attente. Il nostro margine d’errore quasi non esiste. Noi studiamo la prevenzione, tutto ciò che in teoria non dovrebbe neppure accadere. Quello che facciamo, già da anni, dovranno iniziare a farlo adesso. Tutto ciò che abbiamo viene protetto con delle barriere di superficie, io le uso da anni. Utilizziamo tutto questo proprio per evitare i contagi”

Saranno giorni duri per i tatuatori. La crisi economica dettata dal Covid 19 ha messo in ginocchio anche loro. “Cosa cambierà per noi? La serenità del cliente. Dall’esterno pensa che dovrà avvicinarsi tanto a noi e dunque potrà subentrare la paura. Probabilmente lo fermerà anche. Questo vorrebbe dire calo di richieste e niente guadagni. Noi tatuatori siamo stati davvero dimenticati. Spero che tutto sia stato fatto in buona fede. Non siamo stati mai menzionati. La nostra categoria ha sempre sofferto di una mancanza di riconoscimento. Per aprire uno studio servono mesi, a volte anni. Ci sono regole che spesso ci mettono in difficoltà. Il nostro è un settore abbandonato e non è tutelato dallo Stato”. Riccardo è un tatuatore di professione, non un passatempo ma un lavoro che gli permette di sostenere la propria famiglia.

“Non ho vergogna a dirlo, perché non sono l’unico. Noi siamo arrivati davvero agli sgoccioli Se non ci dovessero fare aprire non saprei come fare. Io ho dovuto farmi rateizzare le bollette. Non credo, onestamente, sia stato l’unico. Ma non possiamo più aspettare. Il Governo non ci riconosce? Per noi è un danno”. Riccardo Muscarella è uno dei storici tatuatori della città, lui ha proprio voglia di ricominciare. “Mi appello alla gente, rivolgetevi solo a professionisti”.  

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