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Pietro Pasquale Leto

Pietro Pasquale Leto

Inchiesta "Duty free", scarcerato Leto: ecco le motivazioni del Tribunale del riesame

Rispetto all’ipotesi accusatoria, il Tribunale del Riesame non ha condiviso la linea di pm e gip. Nelle motivazioni che annullano la misura cautelare si colgono i segni della diversità di valutazione

Sono state depositate le motivazioni con le quali il Tribunale del Riesame di Palermo (Gaetano Scaduti, presidente relatore; Emilio Alparone e Giuseppina Di Maida) ha disposto l’immediata scarcerazione del direttore dell’Agenzia delle entrate di Agrigento, Pietro Pasquale Leto, arrestato nell’ambito dell’operazione "Duty free" (difeso dall’avvocato Salvatore Pennica), insieme ad una decina di altre persone, tra cui l’imprenditore Marco Campione, amministratore di Girgenti acque.

Leto è accusato di aver avuto un atteggiamento non consono rispetto ai propri doveri di ufficio nel tentativo di ottenere vantaggi e persino l’assunzione della figlia proprio a Girgenti acque.

Rispetto all’ipotesi accusatoria (i provvedimenti sono stati richiesti dal pm, Andrea Maggioni, ed accolti dal gip, Franco Provenzano) il Tribunale del Riesame non ha condiviso tale linea.

Ed infatti, nelle motivazioni che annullano la misura cautelare si colgono i segni della diversità di valutazione. Di seguito, molto succintamente (l’ordinanza, che pubblichiamo integralmente, conta 11 pagine) ecco i casi che riguardavano Leto:

Società Metalmeccanica agrigentina S.r.l.

In definitiva, anche ad ammettere che Leto sia incorso in omissioni in relazione ai controlli da effettuare nell’istruttoria della pratica in oggetto, magari “appiattendosi” sui dati indicati dalla parte privata, è comunque necessario – per l’applicazione di una misura cautelare personale in relazione alla vicenda in esame – che sussistano gravi indizi  nel  senso  che  si sia arrecato  un  “ingiusto  vantaggio  patrimoniale” alla Metalmeccanica agrigentina e che ciò sia avvenuto non con colpa, non con dolo eventuale ma addirittura con dolo intenzionale. Ebbene, tali gravi indizi, al riguardo, non possono ritenersi sussistenti.

Pertanto, non sussistendo gravi indizi circa l’intenzione del Leto di procurare  ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale, non può essere applicata una misura cautelare personale in relazione alla vicenda in esame”.

Marco Campione e Girgenti acque

Vengono in considerazione le relazioni tra Marco Campione e Leto. Orbene, fermo restando che appare indubbio l’interesse del Leto a che la figlia venisse assunta a tempo indeterminato presso la Girgenti Acque s.p.a., va evidenziato che dalle indagini svolte non risulta alcun asservimento della propria funzione, da parte del Leto, nei riguardi del Campione. Trattasi di elementi troppo labili, generici e sfuggenti, inidonei a consentire di configurare un  quadro indiziario grave circa una qualche condotta penalmente rilevante riconducibile al Leto (ed al Campione) o, comunque, di un asservimento delle funzioni del pubblico ufficiale agli interessi del privato.

Nessun altro atto o condotta del Leto è stato dedotto al fine di configurare un asservimento delle sue funzioni agli interessi del privato. La prospettazione dell’accusa deve ritenersi, allo stato, una mera ipotesi investigativa, non supportata da elementi gravi al riguardo”.

Autonoleggio Lombardo Vincenza Maria

"Vengono in considerazione le vicende relative al contenzioso fiscale che riguardava tre diversi accertamenti originariamente scaturiti da un controllo della Guardia di Finanza di Lampedusa, sfociato nel Pvc del 25 settembre 2010 nei confronti dell’Autonoleggio Lombardo Vincenza Maria, con sede in Lampedusa. In definitiva, non risulta che vi sia stata la realizzazione  di un ingiusto vantaggio patrimoniale, poiché probabilmente (e comunque non esistono significativi elementi per far ritenere più probabile il contrario) Lombardo ha pagato quanto doveva ed in ogni caso l’Amministrazione ha ottenuto una somma certa, che non è detto avrebbe ottenuto all’esito del giudizio (che è poi il concetto che verosimilmente intendeva esprimere il Leto quando, il 22 ottobre 2013, esclamava “Vedi di chiudere l’accordo così lei, la Lombardo si leva il pensiero e noi, l’Amministrazione pigliamo soldi, pigliamo soldi e buonanotte …”). In definitiva, non sussistono i presupposti per configurare il reato ipotizzato.

---> Le motivazioni dell'ordinanza di scarcerzione

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