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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Morto dopo scazzottata per litigio condominiale, il medico legale: "I traumi non c'entrano"

L'inchiesta a carico del vicino di casa, indagato per omicidio preterintenzionale, va verso l'archiviazione. Secondo il consulente del pm, il decesso del 64enne è avvenuto per cause naturali

"Il decesso è da attribuire a morte improvvisa cardiogena in soggetto diabetico, iperteso e cardiopatico". Il medico legale Antonio Guajana, incaricato dalla Procura di fare luce sulla morte di un sessantaquattrenne, avvenuta il 14 luglio scorso al culmine di una scazzottata per una banale lite fra vicini di casa esclude, senza alcun dubbio, che il 66enne, indagato per omicidio preterintenzionale, possa avere alcuna responsabilità.

Alla luce delle conclusioni appare inevitabile che il pubblico ministero Chiara Bisso chiederà l'archiviazione dell'indagine. La tragedia è avvenuta in via Petrarca. I due, secondo la ricostruzione dell'episodio, sarebbero venuti alle mani dopo un litigio legato allo smistamento della posta nelle cassette. Poi, quando tutto era finito, uno dei due si è sentito male ed è morto dopo essere caduto a terra nella sua abitazione dove era appena rientrato.

Il medico legale ha esaminato pure i traumi e le contusioni riportate sul volto arrivando alla conclusione che non vi è prova che possano essere stati provocati dai colpi ricevuti nel litigio ipotizzando anche che possano essere la conseguenza della caduta.

In ogni caso "nessuna delle condizioni traumatiche può avere inciso nel determinare il decesso". 

La posizione dell'indagato, che ha nominato come difensore l'avvocato Davide Casà, sembra ormai chiarita. 

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