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L'arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro

L'arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro

Montenegro scuote le coscienze: "La città ha la luce, se tanti insieme ci mettiamo il mondo è già capovolto"

L'arcivescovo: "A furia di rassegnarci a tutto e a tutti, stiamo perdendo l'abitudine di guardare avanti. Non possiamo solo vantarci del passato, abbiamo il dovere di coniugare il verbo al futuro. Perché gli agrigentini hanno intelligenza e capacità che altri non hanno"

"Nel cuore di tanta gente di questa terra, e non solo, c'è inverno. Nel dire 'buon Natale' a questa terra, da fratello, da padre, da amico, desidererei davvero che nei cuori dove c'è sofferenza ci possa essere un po' più di serenità, nei cuori dove c'è povertà possa esserci davvero un po' più di speranza, che tutti insieme crediamo davvero di più nella luce. E che tutti insieme, guardando Lui, riusciamo a illuminare questa città e questa terra. La cosa che mi fa più male è sentire la rassegnazione. A furia di rassegnarci a tutto e a tutti, stiamo perdendo l'abitudine di guardare avanti. Non possiamo solo vantarci del passato, abbiamo il dovere di coniugare il verbo al futuro. Non è Agrigento è stata una bella città. Io vorrei poter dire, con voi, Agrigento è una bella città. Perché Agrigento la luce ce l'ha, perché gli agrigentini hanno intelligenza e capacità che altri non hanno. Abbiamo la fortuna di essere la terra dei mandorli in fiore e fra poco cominceremo a vederli nelle nostre campagne. Facciamolo spuntare nel cuore questo fiore di mandorlo, facciamo spuntare nel cuore Gesù che su quell'albero che sembra secco viene a parlarci di vita". Ancora una volta, l'arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro, ha cercato di scuotere - questa volta con gli auguri di Natale - le coscienze degli agrigentini. 

L'appello di Montenegro: "Questa città ha bisogno di ognuno di noi" 

"Abbiamo voluto fare un albero che sembra secco e metterlo nel salone, ma vi è poggiato il Bambino, - ha spiegato don Franco - è quel bocciolo che spunta anche quando sembra che l'inverno prenda il sopravvento. Nel cuore di tanta gente di questa terra, e non solo, c'è l'inverno dentro. Ma il bocciolo può spuntare. Chi con Gesù cammina, senz'altro trova la forza per andare avanti".  

"Questa città ha bisogno di ognuno di noi. Ognuno, nel suo piccolo o nel suo grande, può e deve fare qualcosa - ha aggiunto l'arcivescovo - . Ricominciamo a ripercorrere strade nuove, strade diverse. Perché è il futuro che ce lo chiede. Buon Natale, che la speranza sia nel cuore di tutti, che quel bambino diventi per noi maestro, che quella grotta diventi il centro del mondo. Se tanti insieme ci mettiamo, il mondo è già capovolto; Agrigento è già diversa".  

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