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San Gerlando

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Autorità e gente comune ricordano San Gerlando, l'Arcivescovo Montenegro: "Vicino agli abitanti del centro storico"

Il vescovo, ha usato parole forti e misurate in difesa di chi ancora oggi non può godere delle proprie abitazioni, ha provato a star vicino alla gente che dal crollo del palazzo Lo Jacono si è vista togliere ciò che di più caro ha avuto

Anticipata di un giorno la consueta messa di San Gerlando, per la prima volta cambia sede. Non la Cattedrale, ancora intrappolata tra burocrazia e restauro, ma la chiesa di San Domenico.

Autorità e gente comune, i fedeli si sono stretti attorno alle parole dell'arcivescovo Francesco Montengro, il quale ha elogiato l'operato del santo patrono, definendolo: "Modello da seguire". Montenegro, ha definito San Gerlando come "un uomo saggio che è riuscito a cambiare la sua rotta".
 
Monsignor Montenegro, ha usato parole forti e misurate in difesa di chi ancora oggi non può godere delle proprie abitazioni, ha provato a star vicino alla gente che dal crollo del palazzo Lo Jacono si è vista togliere ciò che di più caro ha avuto. "Guardo con preoccupazione il futuro, tutte le persone del centro storico sono nel mio cuore - ha detto l'Arcivescovo di Agrigento - molta gente è costretta a viere fuori le proprie case da troppo tempo. Molti agricoltori guardano le bellezze della propria terra, non potendone usufruire, vedo negli occhi la tristezza degli agricoltori costretti molto spesso a rinunciare ai propri beni. Vogliamo credere con insistenza alle parole del nostro santo patrono, il quale ci insegna a non giudicare mai ed a credere nella cristianità".
 
 
 
Parole toccanti quelle usate da monsignor Montenegro, e altrettanto toccante è stata l'omelia di Monsignor Pennisi. "La festa di San Gerlando, legata alla storia religiosa di questa città e diocesi agrigentina, deve essere un'occasione speciale per verificare la coerenza fra la fede professata e celebrata e la testimonianza della nostra vita e per sentirci partecipi della missione del nostro Santo Patrono nel mostrare la bellezza della fede cristiana, nel rendere ragione della speranza che è in noi con dolcezza e rispetto, nel di testimoniare la nostra carità a servizio dei fratelli. La solennità - ha detto Pennisi - di san Gerlando, ci spinge a guardare alla vita di questo illustre pastore della Chiesa agrigentina, per rendere grazie al Padre di ogni dono per le meraviglie che lo Spirito ha operato in lui e per seguire l’esempio della sua vita, segnata da spirito di povertà, grande generosità e fede profonda e per trarne un rinnovato slancio missionario in vista di una nuova evangelizzazione,”nuova nel suo ardore, nei suoi metodi, nelle sue espressioni".
 
"San Gerlando - dice Pennisi - profuse il suo zelo pastorale per ricostruire, prima spiritualmente e poi materialmente ,la comunità ecclesiale quasi scomparsa dopo una lunga occupazione mussulmana attraverso una nuova evangelizzazione di queste terre, nel contesto storico della riconquista normanna della Sicilia ad opera di Ruggero I degli Altavilla".
 
"San Gerlando - continua monsignor Pennisi - fu un uomo che svolse la sua missione di pastore mite e forte nello stesso tempo, coniugando una grande carità e una profonda cultura illuminata dalla fede che lo portò a farsi missionario in mezzo al popolo che il Signore gli aveva affidato".
 
"La sua carità generosa - ha continuato nella sua Omelia monsignor Pennisi - e senza limiti lo spinse ad aiutare i poveri, ospitare i pellegrini, visitare gli ammalati, tutelate le vedove sostentare gli orfani. L’opera evangelizzatrice di S. Gerlando con la sua predicazione suadente e persuasiva si rivolse ad alimentare la fede dei pochi cristiani rimasti e a convincere ebrei e mussulmani ad abbracciare la fede cristiana. Egli mostrò come 'prestare attenzione' al fratello comprende oltre la cura e per il bene fisico anche la premura per il suo bene spirituale".
 
"Il vescovo San Gerlando - ha continuato monsignor Pennisi - nell’esercitare la sua missione pastorale donò a questa chiesa la garanzia della successione apostolica nella fedeltà al Vicario di Cristo. La Parola di Dio che abbiamo ascoltato ci illumina sul senso della vocazione e della missione apostolica che caratterizzò il ministero episcopale di san Gerlando".
 
"L'esempio - ha concluso monsignor Penisi - e l'intercessione di Gerlando ci aiutino ad essere testimoni gioiosi e coraggiosi di Gesù Cristo Risorto, speranza del mondo a realizzare nella Chiesa un vero servizio ai poveri e per essere costruttori della civiltà dell’amore promuovendo la vera libertà dei figli di Dio e la pace fondata sulla giustizia".
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