Architetto esclusa dal concorso al Comune: "Titolo non equivale a quello di ingegnere"

Lo ha stabilito il Consiglio di giustizia amministrativa confermando la mancata assunzione di una candidata

Il Comune di Menfi

Il Consiglio di giustizia amministrativa conferma la decisione del Comune di Menfi che, in relazione ad un concorso bandito nel 2012, per l'assuzione di due funzionari direttivi per la categoria ingegnere, aveva ritenuto che la laurea in ingegneria e quella in architettura, secondo il vecchio ordinamento, non fossero equipollenti.

Alla procedura concorsuale aveva partecipato D.G. di Mazara del Vallo, laureata in architettura secondo il vecchio ordinamento ed in possesso della relativa abilitazione. A seguito dello scorrimento della graduatoria l’amministrazione comunale di Menfi, le chiedeva i documenti necessari per l’assunzione.

Dall’esame della documentazione il Comune di Menfi accertava che D.G. non era in possesso dei requisiti di partecipazione, ovvero della laurea e dell’abilitazione all’esercizio della professione di ingegnere e, quindi, rettificava e rideterminava, in autotutela, la graduatoria escludendola dal concorso.

La professionista, quindi, proponeva ricorso al Tar Sicilia di Palermo chiedendone l’annullamento. In particolare veniva sostenuto che la laurea in architettura fosse equipollente a quella in ingegneria.

Ricorso che, però, veniva rigettato dai giudici amministrativi. La vicenda, quindi, è approdata al Cga. Nel giudizio di appello si costituiva in giudizio il Comune di Menfi con il patrocinio dell’avvocato Girolamo Rubino, contestando le doglianze dell’architetto e sostenendo la legittimità dell’operato dell’amministrazione comunale.

Il legale, in particolare, evidenziava la mancanza dei requisiti di partecipazione richiesti dal bando concorso, ovvero la laurea in ingegneria e l’abilitazione all’esercizio della professione di ingegnere, entrambi titoli non posseduti essendo la candidata laureata in architettura ed abilitata alla professione di architetto, nonché la "non equipollenza della laurea in ingegneria con quella in architettura conseguita secondo il vecchio ordinamento".

Il Consiglio di giustizia amministrativa, condividendo le tesi difensive, ha respinto l’appello proposto, confermando la legittimità dell’attività amministrativa del Comune di Menfi.

In particolare, con la recente sentenza il Consiglio di giustizia amministrativa ha ritenuto che per la partecipazione al concorso in questione non fosse sufficiente la laurea in ingegneria o in altra disciplina equipollente, ma che fosse necessaria anche l’abilitazione all’esercizio della relativa professione che si acquisisce in esito a un esame di Stato, "al quale possono partecipare - ricostruisce lo stesso avvocato Rubino con una nota - i soggetti in possesso di laurea specialistica in architettura del nuovo ordinamento ma non quelli del vecchio ordinamento".

Rubino aggiunge: "Sulla base di questa distinzione (laureati in architettura vecchio e nuovo ordinamento) anche l’onere previsto nel bando di indicare, a pena di esclusione, la normativa che sancisce l’equipollenza, appare posto a garanzia dei laureati secondo il nuovo ordinamento, gli unici che, previo esame di Stato, possono essere iscritti nell’albo degli ingegneri, possibilità invece esclusa ab origine per i laureati in architettura secondo il vecchio ordinamento".
 

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