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Il bimbo trafitto da un palo a Menfi, proseguono gli accertamenti sulle auto

Sei gli indagati, ipotizzato l'omicidio stradale: sotto accusa un automobilista e alcuni funzionari del Comune e del Libero consorzio

Proseguono gli accertamenti tecnici sulle auto coinvolte nell’incidente costato la vita al piccolo Marco Castelli, il bimbo di 7 anni morto nei pressi di Lido Fiori, a Menfi, il giorno di Ferragosto. I genitori sono originari di Partanna ma risiedono da anni in Lombardia.

La tragedia è avvenuta mentre si trovavano in vacanza. Questa mattina, alla presenza di consulenti di parte e difensori, l’ingegnere Roberto Bruno che dovrà, al termine dei lavori, rispondere a una serie di quesiti posti dalla Procura per ricostruire la dinamica dell'incidente e le condizioni della strada, ha continuato l’esame delle auto. Il pubblico ministero del tribunale di Sciacca, Christian Del Turco, due mesi fa, ha iscritto sei persone nel registro degli indagati. Il bambino si trovava nell'auto insieme al padre, nel sedile posteriore, ed è stato trafitto da un palo staccatosi dal cavalcavia lateralmente alla carreggiata.

Bimbo trafitto da un palo a Ferragosto, sei indagati

Sotto accusa, per l'ipotesi di reato di omicidio stradale, sono finiti Pierluigi Badano, 37 anni, conducente della Ford Mondeo, che non avrebbe dato la precedenza alla Nissan Qashai guidata dal padre del bimbo contro cui urto', facendola finire contro le barriere della strada composte da alcuni tubi, uno dei quali trafisse la fiancata e il piccolo; Enrico Bengasino, 64 anni, funzionario del settore Lavori pubblici del Comune di Menfi; Vincenzo Giarraputo, 63 anni, responsabile del servizio Manutenzione del Comune di Menfi; Filippo Napoli, 56 anni, dirigente del Libero consorzio dei comuni; Eduardo Salemi, 59 anni, tecnico dello stesso ente, e Giuseppe Prestia, 58 anni, capo cantoniere provinciale. Diversi i profili di colpa ipotizzati dal pm. Innanzitutto sono da verificare eventuali responsabilita' legate alla presenza della barriera "arrugginita e inadeguata" tanto che un pezzo si staccò. Lo stesso segnale di stop, in prossimita' dell'intersezione, non sarebbe stato visibile in maniera adeguata.

Gli indagati hanno nominato come difensori gli avvocati Giovanni Vaccaro, Pasquale Marchese, Maria Dimino, Antonino Gaziano, Antonio Provenzani e Anna Macaluso. Alcuni di loro hanno nominato un consulente di parte. 

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