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Un tratto di costa agrigentina

Un tratto di costa agrigentina

Marevivo dalla nave "Palinuro" lancia l'appello contro l'erosione delle coste

Tecnici, esperti e ambientalisti insieme ai sindaci del territorio di riferimento, s’incontreranno domenica 25 settembre a Porto Empedocle per trovare soluzioni contro il rischio ambientale

Dalla nave scuola della Marina Militare Italiana "Palinuro", che arriverà domani a Porto Empedocle, l’associazione Marevivo lancia il suo appello a favore del Mediterraneo, messo sotto attacco dalla plastica e dall'erosione. Un tema caro alla delegazione siciliana dell'associazione che da anni è impegnata per la tutela dei tratti di costa agrigentina sotto attacco.

Tecnici, esperti e ambientalisti insieme ai sindaci del territorio di riferimento, s’incontreranno domenica 25 settembre, per trovare soluzioni contro il rischio ambientale. Al seminario saranno presenti, oltre ai sindaci, il capitano Gabriele Belfiore, l’ammiraglio Nicola De Felice, i professori Giovanni Randazzo e Salvatore Giacobbe dell’Università di Messina, Federico Di Penta e Fabio Galluzzo del direttivo Marevivo e l’assessore Territorio e Ambiente Maurizio Croce.

Giù nella banchina Todaro, dal mattino alla sera, l’igloo di Marevivo con gli educatori ambientali del progetto Open Beach per accogliere i visitatori, grandi e piccini, e intrattenerli con i loro laboratori scientifici e creativi.  

“I rischi dell’inarrestabile erosione che in questi ultimi anni ha inghiottito sabbia, dune e boschi, - si legge in una nota di Marevivo - preoccupano tantissimo i volontari, che delle spiagge agrigentine hanno fatto il luogo ideale per i loro laboratori a cielo aperto e le loro iniziative di sensibilizzazione. Anche i tesori naturalistici racchiusi tra le dune e le fasce boschive sono scomparsi quasi del tutto; perfino la casetta dell’Oasi Marevivo, un mare d’agosto insolitamente minaccioso, l’anno scorso ha reso inagibile i suoi locali e i suoi laboratori ed ora la speranza di rimetterla in funzione è deposta nelle risorse rese disponibili dal progetto Open Beach del  Dipartimento della Gioventù, che nell’ambito del PAC Giovani no-profit finanzierà la sua ricollocazione, restituendola alle migliaia di studenti e turisti che da vent’anni tornano a visitarla per scoprire gli aspetti più curiosi ed interessanti del mare e delle sue creature”.

“Si calcola – prosegue l’associazione ambientalista - che dagli anni Ottanta ad oggi, sono scomparsi otre 120 metri di battigia per cause generali riferibili alle correnti marine e all’aumento delle temperature e per una serie di ragioni locali legate soprattutto alla cementificazione dei fiumi che non lascia più passare i detriti che servono ad alimentare la consistenza della spiaggia”.

 “La Marina Militare – si legge ancora nella nota - è alleata di Marevivo per la difesa della costa agrigentina e per contribuire ad arrestare la scomparsa della spiaggia, per la salvaguardia del paesaggio, delle attività turistiche e del tessuto urbano, il cui sostegno si aggiunge anche all’appello di Marevivo lanciato da alcuni mesi con la campagna Mare Mostro e la petizione per l’introduzione di una legge che sancisca il divieto di uso di microplastiche nei cosmetici”.

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