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La vittima Paquale Mangione

La vittima Paquale Mangione

Il pensionato ucciso perchè molestava donne, il pm chiede l'incidente probatorio

Le condizioni di salute del principale accusatore spingono la Procura a sollecitare l'acquisizione della prova

L'interrogatorio del quarantenne Antonino Mangione, che sulla vicenda ha reso piena confessione e accusato gli altri presunti esecutori e mandanti dell'omicidio, "è indispensabile ai fini dell'esercizio dell'azione penale" e va eseguito nelle forme dell'incidente probatorio. 

Ne è convinto il pubblico ministero Sara Varazi che ha chiesto al gip di procedere all'audizione del collaborante i cui problemi di salute suggeriscono di cristallizzare la prova e procedere all'acquisizione della testimonianza in quella che, a tutti gli effetti, è una anticipazione del processo.

La richiesta del pm, sulla quale si pronuncerà nei prossimi giorni il giudice Luisa Turco, arriva alcuni giorni dopo l'interrogatorio, chiesto da uno dei presunti killer, ovvero il trentacinquenne Angelo D'Antona, arrestato in Germania il 12 settembre scorso con l'accusa di essere l'esecutore materiale dell'omicidio del pensionato Pasquale Mangione che sarebbe stato commissionato dal figlio della vittima.

"Non c'entro nulla con questa storia, Antonino Mangione si è inventato tutto". Così, dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere, aveva, invece, risposto al pm che lo ha interrogato, su sua stessa richiesta, fornendo la sua versione dei fatti. 

D'Antona, assistito dai suoi legali Salvatore Pennica e Alba Raguccia, si è detto estraneo ai fatti e ha, a sua volta, tirato in ballo il suo accusatore Antonino Mangione, indicandolo come l'autore di numerosi reati, fra cui furti di bestiame e incendi di auto.

Il suo arresto è stato già confermato dal tribunale del riesame. Analoga decisione per l'altro presunto killer, vale a dire Roberto Lampasona, 43 anni, di Santa Elisabetta. Antonino Mangione, collaborante, a sua volta arrestato, ha raccontato di avere organizzato l'omicidio del sessantanovenne, su incarico di uno dei figli della vittima - Francesco Mangione - che aveva deciso di farlo eliminare perchè andava in giro a disturbare donne sposate. 

A commettere materialmente l'omicidio, secondo il suo racconto, sarebbero stati Lampasona e D'Antona. Quest'ultimo, adesso, si difende e ribadisce di essere del tutto estraneo alla vicenda. La Procura chiede di cristalizzare la sua versione dei fatti.

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