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Operazione Mosaico / Favara

Minacce per saldare i debiti dell'amico ucciso? Vittime in aula: "Solo richieste a voce alta"

Due baristi fanno parziale retromarcia rispetto alle accuse a carico di Carmelo Vardaro che, insieme a Emanuele Ferraro (vittima di un agguato 4 anni fa), li avrebbe costretti a pagare 6.000 euro

"Non abbiamo ricevuto minacce, al massimo hanno alzato la voce. Una sera erano ubriachi e sono stati un pò bruschi, poi si sono scusati". Salvatore Mendolia, ex gestore di un bar di Porto Empedocle, fa retromarcia rispetto a quanto messo nero su bianco con i poliziotti quando aveva accusato esplicitamente Carmelo Vardaro, 45 anni, di Favara ed Emanuele Ferraro, ucciso l'8 marzo del 2018 a Favara in un agguato. 

Dello stesso tenore le dichiarazioni dell'ex compagna e socia Antonietta Inclima che ha aggiunto: "Sono una donna, non si sarebbero permessi con me".

Il processo, davanti alla Corte di assise presieduta da Alfonso Malato, è quello a carico del solo Vardaro, accusato - nell'ambito dell'inchiesta, denominata "Mosaico", sulla faida che fra Favara e il Belgio ha provocato una carneficina con almeno 5 omicidi e una decina di tentati omicidi - di un omicidio, di due tentati omicidi, di due estorsioni con metodo mafioso e di una serie di episodi satellite.

Il favarese, in particolare, avrebbe cercato di vendicare l'omicidio dell'imprenditore Carmelo Bellavia, condannato per favoreggiamento al boss Gerlandino Messina, uccidendo uno dei killer, ovvero Maurizio Di Stefano: il 14 settembre del 2016, però, in Belgio, nell'abitazione della vittima designata trovano un suo amico - Mario Jakelich - che viene freddato con un colpo di pistola in fronte. 

Di Stefano viene colpito da alcuni proiettili ma si salva. Il 23 maggio del 2017 Di Stefano sopravvive a un nuovo agguato nel garage del favarese Carmelo Nicotra che ha la peggio e viene ferito in maniera più grave da alcuni colpi di kalashnikov ai glutei.

Vardaro avrebbe commesso i due agguati insieme a Calogero e Antonio Bellavia. I fratelli Calogero ed Emanuele Ferraro (quest'ultimo, a sua volta, è stato poi ucciso) avrebbero partecipato al solo agguato ai danni di Nicotra e Di Stefano.

Una delle accuse di estorsione, che avrebbe commesso insieme a Vardaro, è quella ai danni dei due baristi che sarebbero stati costretti a pagargli un debito "ereditato" da Carmelo Bellavia che gli aveva fatto delle forniture di bibite per circa 6.000 euro. 

"Non so a che titolo siano subentrati a Bellavia - hanno detto i due baristi rispondendo al pm Alessia Sinatra e al difensore dell'imputato, l'avvocato Salvatore Virgone -, comunque non ci hanno minacciato ma solo richiesto di saldare il debito". Secondo il racconto dei due ex esercenti, Vardaro (riconosciuto in aula dentro la cella del tribunale) si sarebbe limitato quasi sempre ad accompagnare Ferraro senza parlare. 

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