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Mafia Menfi

Operazione "Opuntia", ecco tutte le accuse mosse ai sette indagati

Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state firmate dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Palermo, Fabio Pilato

Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state firmate dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Palermo, Fabio Pilato. I sette indagati, dopo l'esecuzione dei provvedimenti che hanno composto il blitz antimafia "Opuntia", sono stati trasferiti nelle case circondariali di Agrigento e Palermo. Ecco, nel dettaglio, di cosa sono accusati. 

Tommaso Gulotta, Matteo Mistretta e Vito Riggio "per aver fatto parte della 'famiglia' mafiosa di Menfi coadiuvando Vito Bucceri (il collaboatore di giustizia) nelle sue attività illecite, mediante una partecipazione attiva anche in qualità di autisti, fornendo la disponibilità propria e dei propri mezzi di trasporto". 

Domenico Friscia "per aver fatto parte della famiglia mafiosa di Sciacca ricoprendo altresì la carica di 'consigliere' di Vito Bucceri nell'organizzazione e nella gestione delle illecite attività, prendendo parte ad incontri e riunioni con il medesimo e con altri esponenti di vertice di Cosa Nostra della medesima famiglia di Menfi, e per aver richiesto a (omissis) delle armi comuni da sparo da tenere a disposizione dell'organizzazione mafiosa". 

Pellegrino Scirica "per aver fatto parte della 'famiglia' mafiosa di Menfi, veicolando costantemente informazioni tra gli associati, mettendo a disposizione il suo studio medico quale luogo di incontro riservato, intervenendo con manifesta influenza nella trattazione e nella gestione delle illecite attività associative, partecipando altresì ad un incontro con Leo Sutera".

Cosimo Alesi e Giuseppe Alesi "per aver fatto parte della famiglia mafiosa di Menfi, veicolando informazioni e messaggi tra vari associati all'organizzazione mafiosa, organizzando incontri riservati tra Domenico Friscia e Vito Bucceri, anche in locali nella loro disponibilità a Menfi, coadiuvando Bucceri nelle illecite attività, partecipando Giuseppe Alesi alle attività di rimozione delle microspie installate all'interno dei veicoli in uso a Pellegrino Scirica e Domenico Friscia e altresì attivandosi per il reperimento delle armi". 

"Con le aggravanti costituite - scrive il Gip - dall'essere l'associazione armata e dall'aver i partecipanti ottenuto il controllo delle attività economiche finanziate con il prezzo, il prodotto o il profitto di delitti". 

"Con l'ulteriore aggravante di aver rivestito il ruolo di organizzatore - ha continuato il giudice per le indagini preliminari - per Pellegrino Scirica".  

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