Inchiesta "Icaro", è morto il presunto capomafia Ciro Tornatore

Avrebbe compiuto 83 anni il prossimo 8 febbraio, secondo la Dda sarebbe stato a capo della famiglia di Cianciana

Ciro Tornatore

E’ morto il presunto boss di Cianciana, Ciro Tornatore, uno dei personaggi chiave dell’inchiesta antimafia “Icaro” che, fra il dicembre del 2015 e il luglio dell’anno successivo, ha fatto scattare una ventina di arresti e differenti misure cautelari nei confronti dei presunti boss, gregari e affiliati mafiosi della provincia di Agrigento alle prese con l’ennesima riorganizzazione dopo le ultime operazioni delle forze dell’ordine e le catture dei latitanti.

Tornatore, malato da tempo, avrebbe compiuto 83 anni l’8 febbraio. Una delle prime udienze del dibattimento era stata rinviata proprio per un suo malore. In un’altra circostanza aveva chiesto di lasciare anzitempo l’udienza a causa delle sue condizioni precarie. La Direzione distrettuale antimafia – l’accusa è rappresentata dal pm Claudio Camilleri – ipotizzava un ruolo apicale di Tornatore nell’organigramma mafioso della provincia di Agrigento. In particolare sarebbe stato a capo della famiglia mafiosa di Cianciana, paese dove ha sempre vissuto, insieme a Diego Grassadonia.

Il suo nome è legato anche all’operazione Cupola, scattata nel luglio del 2002. Fu arrestato nel blitz che ha fatto finire in cella tutti i presunti capimandamento che, seduti attorno a un tavolo, stavano eleggendo Maurizio Di Gati al vertice della cupola provinciale. Per il coinvolgimento in questa vicenda, però, fu prosciolto. 

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Di recente i suoi difensori, gli avvocati Alfonso Neri e Salvatore Pennica, avevano chiesto ai giudici della prima sezione penale di concedergli gli arresti domiciliari e aveva lasciato il carcere di Bari per curarsi all’ospedale di Ribera in regime di detenzione dove è morto nei giorni scorsi. 

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