Mafia, la maxi inchiesta "Vultur": fissato appello per quattro imputati

L'operazione ha disarticolato le nuove famiglie mafiose di Camastra e Canicattì, le difese impugnano il verdetto

Rosario Meli

L’8 novembre davanti ai giudici della quarta sezione della Corte di appello: riparte il processo scaturito dall’inchiesta antimafia “Vultur” che ha fatto luce sui presunti componenti delle famiglie di Camastra e Canicattì. Il collegio del tribunale di Agrigento presieduto da Luisa Turco, in primo grado, lo scorso 22 novembre, ha inflitto 17 anni e 6 mesi di reclusione a Rosario Meli, 70 anni, ritenuto il capo della famiglia di Camastra; 14 anni e 6 mesi al figlio Vincenzo, accusato di avere gestito gli affari della famiglia di Cosa Nostra in paese e 13 anni e 6 mesi al tabaccaio di Camastra Calogero Piombo, 67 anni, ritenuto il "cassiere" della cosca. Ventidue anni, in continuazione con altre due condanne precedenti, sono stati inflitti a Calogero Di Caro, 72 anni, vecchio boss di Canicattì, tornato in attività - sostiene la Procura - dopo avere scontato una precedente condanna.

I difensori (gli avvocati Angela Porcello, Santo Lucia, Raffaele Bonsignore, Giuseppe Barba, Antonino Reina, Vincenzo Domenico D’Ascola e Lillo Fiorello) hanno impugnato la sentenza che, adesso, sarà ridiscussa. In primo grado era stato deciso anche un risarcimento per tutte le parti civili (imprenditori e associazioni antiracket), rappresentate dagli avvocati Giuseppe Scozzari, Angelo Sutera e Alba Raguccia. 

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