Poche le vittime dell'usura che hanno parlato, l'appello della Squadra Mobile: "Licata svegliati"

Il vice questore aggiunto Giovanni Minardi: "Almeno metà delle persone ascoltate non hanno assolutamente inteso collaborare con questi uffici, si sono astenute a causa del terrore che avevano"

L'uscita dalla Questura di Paolo Greco

"Licata svegliati. Le azioni congiunte fra polizia e magistratura possono essere efficaci e possono essere tempestive, quando abbiamo gli elementi per farlo. La mancanza di collaborazione con gli uffici investigativi non permette di uscire da queste situazioni in cui ci si ritrova". E' con queste parole, pronunciate in maniera accorata, che il capo della Squadra Mobile: il vice questore aggiunto Giovanni Minardi ha lanciato un appello a tutti i licatesi che hanno subito usura ma non hanno denunciato. "Mi piacerebbe poter vedere presentarsi altre persone, quelle che sono state in questi uffici e non hanno assolutamente voluto collaborare, e le altre che possono essere state vittime di analoghe situazioni" - ha aggiunto Minardi - . 

"Pretendevano un tasso del 300% annuo", operazione antiusura a Licata: fermati padre e figlio

Durante la conferenza stampa - tenuta dalla Squadra Mobile di Agrigento, dal commissariato di Licata e dal presidente dell'associazione "Gaetano Giordano" di Gela: Renzo Caponnetti - è stata, più volte, sottolineata la complessità nel riuscire a coinvicere le varie vittime, già individuate dalla polizia, a collaborare. "E' stato molto difficile perché è emersa la paura di queste persone nel confermare le dichiarazioni - ha spiegato il vice questore aggiunto Giovanni Minardi - . La determinazione di questi uffici ha portato a raccogliere 4 dichiarazioni su questi prestiti che venivano effettuati dai Greco e che arrivavano a tassi del 20 per cento mensile. Il tasso si moltiplicava secondo quanto stabilito dagli stessi presunti autori, per cui determinate cifre - è entrato nel dettaglio, il dirigente della Squadra Mobile - che venivano in qualche maniera pagate, autonomamente venivano considerate come perse. Caratterizzanti le numerose minacce che queste vittime e le loro famiglie hanno subito. Ci sono attività tecniche raccolte da questo ufficio - ha chiosato Minardi - per le quali ci riserviamo per il futuro, perché devono essere riscontrate: mi riferisco a comparazioni balistiche ed altro". 

L'efficacia e la protezza sia degli uffici investigativi che della Dda di Palermo è stata determinante, perché una delle ultime minacce prevedeva un ultimatum per domenica scorsa. "C'è stata grande sintonia e collaborazione con i sostituti procuratori Camilleri e Padova - ha spiegato il dirigente della Mobile - per cui sono stati eseguiti questi fermi all'alba del 12 maggio per evitare rischi ulteriori". 

Operazione antiusura, due persone arrestate 

"Una vittima fu interrogata in questi uffici a gennaio e non intese collaborare. Solo ai primi di questo mese, poiché ha subito un'aggressione fisica si è rideterminata e si è rifatta viva con la Squadra Mobile facendo un resoconto delle sue vicissitudini e delle angosce che stava vivendo. Abbiamo ascoltato numerose vittime, riteniamo che ce ne sono state altre che non abbiamo individuato - ha evidenziato il capo della Mobile - . Almeno metà delle persone ascoltate non hanno assolutamente inteso collaborare con questi uffici, si sono astenute a causa del terrore che avevano".

IL VIDEO. L'appello di polizia e associazione antiracket: "Non siete soli, non verrete mai abbandonati, denunciate"

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