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Cumuli di rifiuti, ieri, a Lampedusa

Cumuli di rifiuti, ieri, a Lampedusa

Niente stipendi da 3 mesi, netturbini in sciopero: sindaco scrive in Procura

Il sindacalista della Usb Aldo Mucci: “Nessuno sta interrompendo il servizio perché nonostante non siano pagati i netturbini garantiscono i servizi minimi essenziali"

Le “avvisaglie” c’erano tutte. Già la scorsa settimana gli operatori ecologici della Rti Iseda, Seap e Sea, in servizio sulla più grande delle isole Pelagie, erano sul piede di guerra. Reclamavano – e lo fanno ancora – il pagamento delle mensilità di maggio, giugno e la quattordicesima. Stipendi che i netturbini, questa volta, aspettavano. Erano quasi sicuri – dopo l’accordo sottoscritto al Comune di Lampedusa – che sarebbero arrivati. Non è stato però così. Dopo aver proclamato, la scorsa settimana, con la Usb, lo stato d’agitazione, ieri mattina sono stati “costretti” – per come loro stessi hanno dichiarato – a fermarsi. Non hanno, però, letteralmente incrociato le braccia perché i servizi minimi essenziali sono stati garantiti, ma i cassonetti dei rifiuti sono rimasti stracolmi.

Un danno all’immagine, di fatto, per Lampedusa che, attualmente, è invasa da migliaia e migliaia di turisti. E ieri, il sindaco delle Pelagie, Salvatore Martello, ha segnalato l’interruzione di pubblico servizio alla stazione dei carabinieri che l’ha trasmessa alla Procura della Repubblica di Agrigento. Martello ha anche avvisato di quanto sta avvenendo – nel mezzo della stagione estiva – la Prefettura.

“Nessuno sta interrompendo il servizio – ha replicato il sindacalista della Usb, Aldo Mucci, - perché nonostante non siano pagati i netturbini garantiscono i servizi minimi essenziali. Ad agosto, a questo punto, andremo tutti in Procura. C’era un verbale di accordo con la Usb di Lampedusa e il Comune s’era impegnato a pagare i lavoratori – ha spiegato il sindacalista Aldo Mucci – . E’ vero, lo sciopero non era stato proclamato, ma la Costituzione, la normativa lo consente: tu non mi paghi e io non vengo a lavorare. Anche se questo non è comunque il caso perché – ribadisce Mucci – i netturbini hanno assicurato i servizi minimi essenziali”. Sembra esserci un vero e proprio scontro in atto a Lampedusa.

“I ritardi nei pagamenti vanno dai due mesi fino a 5, 6 mesi – hanno spiegato, ieri, netturbini e appartenenti alla Usb - . Questa non è una emergenza, è una situazione che va avanti da più di 10 anni. Chiediamo un intervento urgente alle autorità locali, regionali e nazionali. Vengano pagati gli stipendi e i netturbini di Lampedusa e Linosa torneranno a lavorare, scongiurando gravi disagi alla comunità. I lavoratori, con il sindacato Usb, hanno messo in atto varie forme di protesta ed hanno denunciato quanto accadeva a tutte le autorità competenti, ma la situazione rimane invariata. Da oggi (ieri ndr.), i netturbini hanno deciso di astenersi dal lavoro fino a quando i tre stipendi che avanzano non verranno pagati – hanno aggiunto, spiegandolo anche attraverso i social, - . Chiediamo alle istituzioni di intervenire immediatamente e pagare gli stipendi arretrati per scongiurare gravi disagi alla comunità lampedusana e ai tanti turisti presenti sull'isola. Le ditte che gestiscono il servizio non riescono a garantire né la continuità dei pagamenti, né un servizio adeguato”.

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