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Scafista per necessità, assolto dopo un anno di carcere: "Guidò la barca perché minacciato"

Secondo il giudice, il gambiano Amadou Manneh ha portato i migranti a Lampedusa perchè fu costretto a farlo da un uomo armato

Scafista per necessità: il giudice dell'udienza preliminare del tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha assolto "perchè il fatto non costituisce reato, avendo agito in stato di necessità", il ventiseienne Amadou Manneh, gambiano, scarcerato, a distanza di quasi un anno dall'arresto, dopo avere dimostrato di essere stato costretto a condurre l'imbarcazione, con 53 migranti, dalle coste del Nordafrica a Lampedusa, perchè minacciato con un coltello.

Il giovane, difeso dall'avvocato Antonio Bordonaro, era stato arrestato nel maggio dell'anno scorso dalla squadra mobile che, dopo avere interrogato alcuni superstiti, lo accusava di essere lo scafista. In sede di incidente probatorio si era presentato solo un migrante, mentre degli altri non vi era più traccia.

L'unico testimone aveva sostenuto che Manneh aveva condotto la barca perché "minacciato con un coltello da un tale Mohammed, detto l'algerino". Non solo. Secondo la versione del testimone, Mohammed avrebbe pure minacciato i migranti dicendo loro che avrebbero dovuto accusare l'imputato qualora le forze dell'ordine avessero chiesto chi guidava l'imbarcazione. Lo stesso pubblico ministero Sara Varazi aveva chiesto l'assoluzione.  

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