Abusivismo edile, arrivano le ruspe anche a Lampedusa: notificati una ventina di provvedimenti di demolizione

A partire da martedì massimo schieramento di forze dell'ordine - sotto lo sguardo attento e il coordinamento della Procura - per garantire che gli interventi vengano effettuati senza intoppi, né incidenti

Una passata demolizione ad Agrigento

Una ventina di provvedimenti di demolizione sono stati già notificati. Martedì, fra cala Madonna e la riserva dell'isola dei Conigli, arriveranno le ruspe a Lampedusa. Sarà massimo lo schieramento di forze dell'ordine - sotto lo sguardo attento e il coordinamento della Procura della Repubblica di Agrigento - per garantire che gli interventi di demolizione degli immobili ritenuti abusivi vengano effettuati senza intoppi, né incidenti. Alcuni - stando a quanto trapela dai ben informati - avrebbero già deciso di procedere autonomamente ad eliminare gli abusi edili.

Era il marzo del 2017 quando, ad Agrigento, veniva sottoscritto il protocollo di intesa per le demolizioni dei manufatti abusivi. A siglare l'atto furono il procuratore capo Luigi Patronaggio e l'allora sindaco delle Pelagie Giusi Nicolini. Le sentenze passate in giudicato, per abusivismo edilizio a Lampedusa, sono 54. In molti casi, non si tratta però di interi immobili da radere al suolo, ma di piccoli abusi.

Nel dicembre del 2016 vennero previsti - sul bilancio pluriennale - i soldi per le demolizioni. Un obbligo di legge, quello della previsione dei fondi a carico del Comune.  Il tema abusivismo, sulla più grande delle isole Pelagie, ha diversi profili. Da un lato, ci sono le sentenze passate in giudicato e sono, appunto, per la precisione, 54. Cinquantaquattro i beni - molti dei quali sono "poca cosa" - che dovrebbero essere rasi al suolo. Dall'altro lato, andava analizzato il caso di Cala Creta e stabilire se ci sono state costruzioni prima del 1978, quindi prima del divieto di inedificabilità assoluta nella fascia di 150 metri. Poi, c'è il discorso delle richieste di sanatoria. E, nel 2016, migliaia risultavano essere inevase. 

"Stiamo osservando la legge, su ordine della Procura della Repubblica di Agrigento in base a sentenze passate in giudicato" - ha commentato il sindaco di
Lampedusa e Linosa, Salvatore Martello - .

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