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Lo stabilimento Italcementi

Lo stabilimento Italcementi

Futuro dell'Italcementi, si punta sulla "spazzatura" per creare lavoro

Due progetti puntano sui rifiuti: uno per la produzione di biogas, l'altro per la lavorazione degli inerti

Futuro dello stabilimento Italcementi: due progetti sul tavolo ma poche certezze.

Si susseguono in Prefettura, ad Agrigento, gli incontri per chiarire le prospettive di riconversione della grande struttura dei Grandi Lavori, ormai sostanzialmente chiusa da diversi anni dopo la decisione del colosso del calcestruzzo di puntare su altri impianti produttivi.

Stando a quanto riferito dai sindacati, un primo incontro ha visto il confronto tra l'azienda bergamasca a e l'Iseda, società interessata all'utilizzo di una delle cave ubicate all'interno della fabbrica di Porto Empedocle per la lavorazione degli inerti dell'edilizia. L'Italcementi ha un progetto per la bonifica di tutte le cave, l'Iseda chiede la modifica del progetto stesso al fine di portare a compimento il proprio progetto che porterebbe a 6 posti di lavoro effettivi e una decina nell'indotto. Un secondo fronte riguarda la richiesta, da parte di un'altra azienda,  di individuare un'area dove realizzare un impianto per la produzione di gas metano dai rifiuti che verrebbe inserito nella rete nazionale Snam: la struttura potrebbe inoltre produrre fertilizzante da rifiuto umido.

Tutto è stato comunque rinviato a dopo l'estate, in primis per conoscere in modo più approfondito i progetti sul tavolo.

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