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Sabato, 21 Maggio 2022
La sentenza

Isterectomia post partum su una minorenne: l'Asp paga risarcimento danni da 86 mila euro

Era il 2018 quando i familiari della ragazza chiedevano un risarcimento danni di 250 mila euro. L’azienda sanitaria provinciale ritenendo che i sanitari avessero avuto una condotta congrua all’insorgenza dell’emorragia si costituì in giudizio

I genitori chiedevano un risarcimento danni di 250 mila euro. L’Asp di Agrigento è stata condannata – dal tribunale della città dei Templi – al pagamento di danni patrimoniali e non patrimoniali quantificati in oltre 85 mila euro. In esecuzione della sentenza, l’azienda sanitaria provinciale ha messo in liquidazione la somma complessiva di 86.052,60 euro.

A citare l’Asp sono stati i genitori di una minorenne che ritenevano errate le cure e la diagnosi fatta alla figlia nel novembre del 2012 quando la ragazza è stata sottoposta ad isterectomia dai medici dell’unità operativa di Ostetricia e Ginecologia del presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Un intervento effettuato – secondo quanto emerge dalla documentazione della stessa Asp – a seguito di un’emorragia post partum che ha portato la giovane al reparto di Rianimazione da dove è stata poi dimessa con la diagnosi di “parto vaginale, emorragia da atonia uterina post partum resistente a terapia medica e tamponamento, anemia post emorragica, isterectomia sopracervicale addominale subtotale”. I genitori della minorenne hanno chiesto, al tribunale di Agrigento, di accertare l’integrità psicofisica della giovane e di quantificare i danni subiti “connessi all’erronea condotta dei sanitari che ebbero in cura la giovane, nonché i danni patiti dal marito e dalla figlia”.

Era il 2018 quando i familiari della ragazza chiedevano un risarcimento danni di 250 mila euro. L’Asp ritenendo che i sanitari avessero avuto una condotta congrua all’insorgenza dell’emorragia si costituì in giudizio. Per l’azienda sanitaria provinciale, perdurando l’emorragia, non potevano esserci “alternative chirurgiche per la conservazione dell’organo, trattandosi peraltro di una paziente in giovane età e primi gravida”. Il tribunale di Agrigento ha però condannato – era la fine di dicembre del 2021 - l’azienda sanitaria provinciale al pagamento della somma complessiva di 86.052,60 euro. Somma che l’Asp ha messo in liquidazione “in considerazione dell’esecutività delle sentenza e per evitare un aggravio di spese”. Non è chiaro, questo inevitabilmente verrà stabilito dagli uffici legali dell’Asp di Agrigento con il passare dei giorni, se questa sentenza verrà o meno impugnata in appello. Per intanto, l’azienda sanitaria provinciale – su disposizione del commissario straordinario Mario Zappia, che ha acquisito i pareri favorevoli dei direttori amministrativo e sanitario - sta procedendo appunto alla liquidazione delle somme alle quali è stata condannata dal tribunale. 

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