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Un giudice durante una udienza (foto archivio)

Un giudice durante una udienza (foto archivio)

Morì in un incidente sul lavoro, Corte d'appello: "Reato prescritto"

Il 23 maggio del 2006, l'operaio empedoclino di 40 anni rimase schiacciato sotto un grosso blocco di salgemma mentre era alla guida di una pala meccanica

"Non doversi procedere per avvenuta prescrizione del reato". Si sono pronunciati così i giudici della terza sezione della Corte d'appello di Palermo. Lo riporta il Giornale di Sicilia. Il processo era quello avviato dopo la morte dell'operaio empedoclino di 40 anni, Vincenzo Noto, deceduto 10 anni fa in un incidente sul lavoro verificatosi all'interno della miniera Italkali di Realmonte.

Il 23 maggio del 2006, l'operaio, che guidava una pala meccanica, rimase schiacciato sotto un grosso blocco di salgemma.

Le condanne inflitte in primo grado al direttore del sito, Calogero Schembri, e all'addetto alla sorveglianza, Stefano Giuseppe Iacono, - difesi dagli avvocati Alfonso Neri, Salvatore Pennica, Salvatore Mormino ed Antonino Mormino - sono state dunque cancellate. Anche il magistrato che rappresenta l'accusa era, del resto, arrivato alla conclusione che "il reato è ormai prescritto". 

La famiglia di Noto, rappresentata dall'avvocato Vincenza Gaziano, si è costituita parte civile. 

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