"Abusi nella gestione dell'ex consorzio Asi", riparte l'udienza preliminare dopo quattro anni

Il troncone principale si è definito con l'assoluzione e il proscioglimento di tutti gli imputati, la difesa produce nuovi documenti

L'ingresso dell'ex consorzio Asi

La difesa produce tutte le sentenze - per la quasi totalità di assoluzione e non doversi procedere - e il giudice, prima di procedere con l'udienza preliminare, dispone un rinvio per esaminarle nel dettaglio. Si torna in aula il 16 settembre. Riparte, a distanza di quasi quattro anni dalla conclusione del troncone processuale, il processo per due imputati della maxi inchiesta sulle presunte irregolarità nella gestione dell’ex consorzio Asi.

Si tratta di Antonino Casesa, 61 anni, ex dirigente generale dell’ente che, negli anni successivi venne soppresso e Francesca Marcenò, 60 anni, ex componente del comitato direttivo. L’accusa è di abuso di abuso di ufficio e peculato. Ieri mattina, davanti al giudice Alessandra Vella, si doveva definire l’udienza preliminare che, invece, è stata rinviata per consentire al gup di esaminare meglio i nuovi atti. Si torna in aula, quindi, il 26 febbraio. Un’ipotesi di abuso di ufficio viene contestata a Casesa perché, insieme agli altri componenti del consiglio direttivo, avrebbe disposto per se stesso e per tutti i suoi colleghi, un aumento del compenso ritenuto illegittimo sotto vari aspetti. Innanzitutto perché l’organismo agiva in regime di proroga e, secondo la Procura, non avrebbe avuto i poteri per farlo e poi perché, in quel momento, fino al gennaio del 2012, non erano stati ancora adottati gli strumenti contabili che avrebbero consentito una scelta del genere.

Un’imputazione contestata a tutti imputati scaturisce dall'avere deliberato, insieme ad altri dirigenti la cui responsabilità, peraltro, è stata esclusa negli altri stralci del processo, la promozione di Casesa a dirigente di terza fascia “senza avere alcun potere specifico e in violazione della deliberazione della giunta di governo regionale”. Casesa, inoltre, è chiamato a rispondere di altre ipotesi di abuso di ufficio e peculato che scaturiscono da altri segmenti investigativi e in particolare gli si contesta, fra le altre cose, di avere avallato una serie di spese del tutto ingiustificate per l’ente consistite in acquisti di vari beni e materiali e conferimento di incarichi a professionisti esterni. Alla prossima udienza, i difensori (gli avvocati Antonino Mormino, Nicolò Grillo e Bernardo Massaro) dovranno comunicare la scelta del rito. 

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