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Il tribunale di Caltanissetta

Il tribunale di Caltanissetta

Trattamento di favore per il gruppo Catanzaro? No del gip all'archiviazione: nuove indagini su pm

A denunciare il magistrato era stato un imprenditore poi condannato per lottizzazione abusiva: "I fatti meritano ulteriore approfondimento"

"Le disparità di trattamento sembrerebbero collegate non ad una casualità o a un'inefficienza dell'ufficio ma a rapporti e interessenze del titolare dell'esercizio dell'azione penale, ovvero il pm Antonella Pandolfi". 

Il gip di Caltanissetta, Gigi Omar Modica, non chiude il caso e rigetta la richiesta di archiviazione del procedimento avviato nei confronti del magistrato della Procura di Agrigento in seguito alla denuncia dell'imprenditore siracusano Gaetano Caristia, 75 anni, indagato dallo stesso pm e poi condannato in primo grado a 8 mesi di reclusione (il processo di appello non si è ancora definito) nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta lottizzazione abusiva alla Valle dei Templi. Il giudice ha ordinato di compiere nuove indagini entro 3 mesi perchè "su tali rapporti è necessario fare ulteriori accertamenti". 

Caristia, in sostanza, ha denunciato dei trattamenti di favore di cui, in procedimenti analoghi, avrebbero beneficiato altri indagati, fra cui i fratelli Catanzaro, dell'omonimo gruppo imprenditoriale, finiti sotto inchiesta - secondo Caristia - per vicende relative a degli abusi edilizi realizzati nella zona di Realmonte con la loro società Agriper - solo tardivamente e in seguito ad alcune segnalazioni di stampa.

Le accuse di abuso di ufficio mosse dall'imprenditore, secondo la procura nissena, sono infondate. Caristia, attraverso il suo difensore, l'avvocato Luigi Restivo, ha proposto un'opposizione e il gip, sciogliendo la riserva dopo l'udienza, nella quale il pm Pandolfi è stata assistita dall'avvocato Giovanni Di Giovanni, ha imposto un approfondimento istruttorio.

"Nella opposizione vengono segnalate e documentate - scrive il gip - una serie di condotte dalle quali parrebbe emergere una disparità sotto il profilo della speditezza nell'esercizio dell'azione penale, con tutte le inevitabili conseguenze della maturazione del termine di prescrizione". 

La pm si è difesa sostenendo che, fra le altre cose, c'è stato un disguido consistito nello smarrimento di una delega di indagini e che la differenza nella trattazione dei due casi è la conseguenza di un eccessivo carico di lavoro. Tesi alle quali il gip, in questa fase, non ha dato credito imponendo al pm di indagare meglio.

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