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Immigrati, Scavone a Crocetta: "Agrigento senza unità infettiva"

A sollevare la questione è il senatore Antonio Scavone, vicepresidente del gruppo Grandi Autonomie e Libertà, dopo i dieci morti nel naufragio del Canale di Sicilia e all'indomani dell'audizione in Commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama di Fabrizio Pulvirenti, il medico italiano di Emergency guarito da ebola intervenuto su suo invito

"La stagione estiva, con l'incremento di sbarchi di migranti che seguirà, è alle porte e la Sicilia sarà ancora una volta impreparata. Invito dunque il governo regionale a mobilitarsi per non mettere di nuovo i migranti richiedenti asilo e i siciliani in una situazione di estremo disagio".

Così il senatore Antonio Scavone, vicepresidente del gruppo Grandi Autonomie e Libertà, dopo i dieci morti nel naufragio del Canale di Sicilia, all'indomani dell'audizione in Commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama di Fabrizio Pulvirenti, il medico italiano di Emergency guarito da ebola intervenuto su suo invito.

Il medico ha spiegato che "si può sconfiggere l'epidemia di ebola, ma non la malattia che si ripresenterà tra un numero imprecisato di mesi o anni".

Alla luce di quanto detto da Pulvirenti, ha evidenziato Scavone, "dobbiamo tenere presente che ebola è dietro l'angolo, è un problema che riguarda l'occidente e l'occidente deve agire. Il governo italiano deve assolutamente pensare a una riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale che localizzi le unità infettive laddove servono. Un esempio per tutti: l'ospedale di Agrigento, dove insiste Lampedusa. Il paradosso è che Lampedusa, la porta dell'Italia, sia ancora oggi priva di un reparto di malattie infettive".

In Africa, ha spiegato il medico di Emergency, "la malattia si è diffusa in quasi un anno e mezzo perché ha raggiunto paesi come la Guinea, Sierra Leone e la Liberia che non si erano mai confrontati con il virus, a differenza di quanto accaduto nella Repubblica democratica del Congo dove le epidemie sono state presto contenute e fronteggiate perché conoscendo già il virus hanno saputo come muoversi. In Sierra Leone, Liberia e Guinea, invece, erano impreparati, non conoscevano la capacità di diffusione del virus che ha raggiunto i centri urbani. Ritengo che l'intervento degli operatori sanitari sia stata una delle chiavi nel controllo dell'epidemia e sicuramente Emergency ha fatto tantissimo. E' stata la prima organizzazione che ha tentato non tanto l'isolamento, ma la terapia dei pazienti contagiati abbassando la mortalità al 40per cento".

Per questo, ha aggiunto Scavone, "è fondamentale che il governo italiano non smetta mai di sostenere le organizzazioni non governative. Sostenere le Ong vuol dire sconfiggere malattie drammatiche come questa ed evitare che arrivino in Italia".

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