Il rigassificatore e la fame di lavoro

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Nel documento di programmazione Economica -Finanziaria 2014 -2017 a cura della Regione Siciliana,approvato dalla Giunta di Governo con Delibera n.265 del 22 luglio 2013 descrive un drammatico quadro occupazionale. L'economia siciliana, afflitta da gravi problemi strutturali, sta attraversando una delle crisi peggiori degli ultimi decenni. Il segnale più evidente è stato il deciso cedimento della domanda interna, sia dalla parte dei consumi delle famiglie, che hanno subito pienamente la progressiva riduzione dei redditi disponibili e la flessione dell‟occupazione, sia per quanto riguarda gli investimenti, che risultano fortemente condizionati dalle pessime prospettive del mercato e dalle difficoltà di accesso al credito. Al documento "sfornato" fresco fresco dalla regione,si sovrappone quello di vari istituti.Tutti con la stessa analisi e lo stesso responso: DISOCCUPAZIONE. E'inutile sciorinare dati risaputi, basta accendere la Tv o leggere i giornali. A nulla servono gli incentivi alle aziende che assumono.Non assume nessuno, nonostante l'art. 2 del Decreto Sviluppo prevede agevolazioni, sotto forma di Credito d'imposta, per ogni nuovo "lavoratore svantaggiato" assunto a tempo indeterminato dalle aziende ubicate in Sicilia.

Conosco l'angoscia dei lavoratori di aziende in crisi,di lavoratori che hanno perso il lavoro,di giovani che non hanno mai lavorato. Molti giovani chiedono del rigassificatore.Certo è un'opportunità per vivere onestamente,dice Salvatore,un giovane ragazzo di Porto Empedocle, un'opportunità per pensare al nostro matrimonio aggiunge Laura sorridendo.Un'opportunità per far proseguire gli studi universitari a mio figlio ,dice Rosario con un pizzico appena accennato di orgoglio. "A chi puntu su i travagghi"mi chiede Pippo,48 anni disoccupato da un'anno,con due figli a carico. Ed ancora: "ci misiru i sigilli". La disoccupazione giovanile è ormai cronica,ma prova ad immaginare uno come me, 48 anni e pochi contributi dice Gerlando; sono un lavoratore "invisibile". Di precariato si muore "dintra e fora" dice Luca, "è comu si ci perdi a dignità". I politici ti parlano solo quando ci sono le elezioni,poi dimenticano tutto dice Franco ex dipendente in cassa integrazione, ed aggiunge: "U saziu non cridi o riunu". Vanno via con la speranza di vedere"libero",da interessi,particolari il rigassificatore. Tornano a casa,con la speranza di liberarsi dalla disoccupazione, dalla fame.

Diceva Banana Yoschimoto,scrittrice giapponese: "dove non c'è speranza,non c'è neanche vita".

Torna su
AgrigentoNotizie è in caricamento