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Il Comitato San Leone raccoglie le proposte dei cittadini

La chiesa della frazione balneare è diventata il "centro di raccolta" dei suggerimenti e delle...

Mentre ci si avvia alla fine dell’estate, il Comitato San Leone si prepara a proporre le richieste di ampio respiro per i prossimi mesi ed il prossimo anno. Si è provveduto a censire i suggerimenti e le segnalazioni che i cittadini hanno lasciato nell’apposita cassetta presso la chiesa di San Leone.

I problemi ancora irrisolti sono molti e quindi non mancano le proteste, ma ciò che si evidenzia è che ha prevalso il positivismo della proposta. In maggioranza chiedono derattizzazioni, disinfestazioni e pulizia, ma c’è anche chi invoca l’istallazione di bagni pubblici nei pressi degli impianti sportivi del Lungomare, una norma che obblighi a ripulire i giardini privati e persino un autovelox su viale Emporium.
 
“Quei fogli – dichiara Fabrizio La Gaipa, promotore del Comitato San leone - profumano di democrazia. In questi ultimi mesi si è fatto un gran parlare dei gruppi su Facebook, strumento fondamentale di aggregazione e dialogo, ma la maggioranza dei cittadini ancora ne sconosce l’uso ed il rischio è quello di dare vita a giganti dai piedi d’argilla. Insomma chiacchiere vuote. Su internet - prosegue - si discute, ci si confronta e persino si litiga, ma alla fine rimane tutto virtuale. E’ invece necessario che i cittadini, tutti i cittadini, abbiamo voce e che quest’onda positiva che sembra essersi abbattuta sulla letargica Agrigento dia alla fine dei risultati”.

In questi giorni è in fase di organizzazione una riunione aperta a tutti i cittadini che vogliano segnalare problemi, e soprattutto proporre soluzioni possibili in vista dell’inverno. Bisogna programmare adesso gli interventi da effettuarsi prima di Pasqua. Si darà un’occasione per uscire dal limbo dei gruppi di Facebook e fare sentire la propria voce.

“E’ necessario – conclude La Gaipa - risolvere i problemi e per farlo è indispensabile offrire uno spazio di incontro a tutti. A coloro i quali fanno parte dell’agorà virtuale, ma anche è soprattutto a tutti quelli che pur avendo voglia di partecipare alla vita pubblica non hanno tempo o voglia di mettersi davanti al monitor di un computer”.

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