"Furto d'identità sul social e ricatti hard", chiesta condanna a 7 mesi

La 52enne di Grotte è finita sotto processo con l'accusa di sostituzione di persona e violazione della legge sulla privacy

(foto ARCHIVIO)

Il pubblico ministero del tribunale di Agrigento ha chiesto, a margine della sua requisitoria, la condanna a 7 mesi di carcere per Graziella Panarisi, 52 anni, di Grotte. Lo riporta oggi il quotidiano La Sicilia. La donna è finita sotto processo con l'accusa di sostituzione di persona e violazione della legge sulla privacy. 

"Furto di identità su Facebook per vendicare fine della relazione fra donne", il processo agli sgoccioli

Ha discusso, sempre ieri, anche il suo difensore: l’avvocato Gianfranco Pilato che in precedenza aveva consegnato al giudice un verbale di interrogatorio della donna in cui sosteneva di essere stata vittima di una rappresaglia spiegando, in sostanza, che la sua ormai ex compagna avrebbe inventato tutto e sarebbe stata lei stessa a creare quei falsi profili Facebook. Nessun furto di identità quindi.

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Nelle prossime ore, il giudice Andrea Terranova emetterà la sentenza.

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