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(foto ARCHIVIO)

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Non c'è pace per i depuratori della provincia: continuano a piovere multe

Il Libero consorzio continua ad inviare ai Comuni e al gestore del servizio idrico integrato maxi sanzioni da migliaia di euro, ma quale è la situazione degli impianti?

Ormai se ne é quasi perso il conto. Il numero dei provvedimenti con cui il Libero consorzio di Agrigento chiede, periodicamente, alla Girgenti Acque o a singoli Comuni della provincia di pagare sanzioni per impianti di depurazioni rivelatisi essere non perfettamente in regola cresce praticamente a vista d'occhio. Quasi ogni settimana l'Ente sforna due o tre richieste per il versamento di migliaia e migliaia di euro che sono l'esito di controlli condotti negli anni passati da Arpa  e corpi di polizia sugli impianti negli anni passati. 

Controlli che permisero di accertare irregolarità più o meno grandi: dall'assenza dell'autorizzazione allo scarico (mai rinnovate dalla Regione e risalenti in alcuni casi ad un decennio prima) al superamento dei limiti imposti in termini di inquinanti presenti nell'acqua in uscita.

Depuratori fuori regola e scarichi oltre i parametri: nel 2019 oltre 60mila euro di sanzioni

Tutte violazioni accertate alla legge 152 del 2006 e, soprattutto, tutte violazioni che portano con sé una significativa multa tra i 3 e i 30mila euro. Gli ultimi due casi vedono coinvolti il gestore del servizio idrico (per quanto il nome sia omissato, il gestore è unico in provincia) a cui è stato contestato che un impianto di depurazione era sprovvisto dei pozzetti di ispezione - un grande classico - e sversava liquami dalla qualità diciamo discutibile facendo scattare una sanzione da 4500 euro.

Contestazioni praticamente identiche mosse alla società e ad un Comune (anche questa volta i riferimenti sono omissati) così come identica è la multa elevata che però, è giusto precisarlo, non è detto sia stata pagata stante che l'accusato ha comunque diritto a difendersi contestando la richiesta.

La domanda che ci si pone è però: e adesso quali sono le condizioni di questi depuratori? A rilanciare l'interrogativo erano stati, nei giorni scorsi, i componenti del comitato "Intercopa", i quali evidenziarono come lo sversamento nei fiumi (e quindi nel mare) di reflui non perfettamente depurati porta con sè potenziali rischi per la salute. Un appello caduto nel vuoto, così come gli interrogativi di coloro che attendono di comprendere se su quei depuratori la gestione commissariale (o la Regione che teoricamente ne gestisce diversi per conto della Procura, stante che molti impianti sono sotto sequestro) sono stati effettuati o meno gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. O se, tra qualche anno, arriveranno nuove multe.

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