Cacciatori di "oro rosso" scatenati: visitata pure la stazione ferroviaria

I malviventi, quasi certamente una banda, sono riusciti ad arraffare quattro bobine di cavi di rame. Danni ingenti

L’emergenza furti di cavi di rame non è certamente quella del 2014 quando vennero, perfino, convocati diversi vertici in Prefettura. Ma il fenomeno, nelle ultime settimane, sta facendo registrare una vera e propria recrudescenza. In ordine di tempo, i cacciatori di “oro rosso” sono entrati in azione alla stazione ferroviaria di Cammarata. Senza essere visti, né tantomeno sentiti, sono riusciti ad appropriarsi di quattro bobine di cavi di rame. Materiale che, di fatto, pare che fosse a disposizione per eventuali emergenze. Ad accorgersene prima e a formalizzare una denuncia contro ignoti dopo è stata Rete Ferrovia Spa. I carabinieri della compagnia di Cammarata hanno, naturalmente, già avviato le indagini per cercare di dare una identità ai balordi che hanno provocato danni importanti. Economicamente il danno non è stato ancora quantificato, ma è certo che sia ingente.

Ad entrare in azione, quasi sicuramente più persone. Impossibile, del resto, ipotizzare che un ladro solitario riesca ad impossessarsi, in un unico colpo, di quattro bobine di cavi di rame. Non è stato reso noto se alla stazione ferroviaria di Cammarata vi sia o meno un presidio di telecamere di video sorveglianza. Impianti che, naturalmente, potrebbero aiutare – velocizzando – le indagini dei militari dell’Arma.

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Nelle ultime settimane, furti di cavi di rame si sono registrati – e sono stati almeno un paio – nelle zone periferiche di Licata e addirittura all’impianto dell’Italcementi di Porto Empedocle da dove venne portato via un quintale di cavi di rame. Difficile visto che si tratta di territori distanti fra di loro, ma non impossibile, ipotizzare che ad agire sia sempre la stessa mano. 

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