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"Allaccio elettrico abusivo e droga nascosta in casa", condannato 55enne

Il giudice gli ha inflitto 1 anno, 9 mesi e 10 giorni di reclusione. La difesa aveva insistito chiedendo l'assoluzione: "Non c'è alcuna prova che quell'immobile fosse suo"

Un anno, 9 mesi e 10 giorni di reclusione per le accuse di furto aggravato e detenzione ai fini di spaccio di droga: è la sentenza, emessa dal giudice monocratico Alfonso Pinto, al termine del processo per direttissima, nei confronti di Giuseppe Stagno, 55 anni, di Favara, arrestato l'8 ottobre dai carabinieri dopo che, in un'abitazione ritenuta nella sua disponibilità, è stato trovato un impianto elettrico abusivo con della marijuana nascosta all'interno.

Il cinquantenne, peraltro, nei mesi precedenti, al termine di un'operazione "mirata", era stato sorpreso con trentadue piantine di canapa indiana nel terrazzo. Nella circostanza, invece, i carabinieri, nell'ambito di alcuni servizi specifici, sono andati ad eseguire un controllo in quella che era ritenuta la sua abitazione, probabilmente dopo avere avuto una soffiata, e hanno trovato un impianto elettrico abusivo che alimentava l'immobile e una serra da adibire a coltivazione di canapa.

Nell'abitazione sono stati trovati anche 28 grammi di marijuana. Il pm Fabrizia Fasulo aveva chiesto la condanna a 1 anno e 8 mesi. Il difensore, l'avvocato Salvatore Cusumano, aveva chiesto l'assoluzione sostenendo che l'immobile non fosse in uso all'imputato. 

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