Cronaca

Inferno di fango sulla Racalmuto-Montedoro: "Strade a rischio chiusura"

L'ex Provincia lancia l'allarme per mancanza di fondi. Sulla questione interviene Giuseppe Guagliano: "I dati certificano l'assoluta impossibilità di raggiungere qualsiasi impegno"

Un tratto della Racalmuto-Montedoro sommerso dal fango

Disagi a non finire sulla provinciale Racalmuto-Montedoro. La strada domenica non era percorribile a causa del maltempo. Per le piogge, cumuli di detriti e fango si sono riversati sulla carreggiata ed alcuni automobilisti, pur di riuscire a transitare, hanno dovuto attendere l'arrivo dei vigili del fuoco e della protezione civile.

La provinciale 14 è chiusa al traffico da diverso tempo a causa di alcune frane, ma è consentito il passaggio ai proprietari di fondi e abitazioni presenti lungo il tracciato, che, in seguito al nubifragio, si sono trovati in difficoltà, rimanendo bloccati. 

L'ex Provincia, adesso, lancia l'allarme. Per mancanza di fondi, - fa sapere in una nota - c'è il rischio che, con l’inizio della stagione autunnale, diverse strade strategiche nel collegamento tra i paesi dell’entroterra, possano chiudere. "Il personale tecnico del Settore infrastrutture stradali  - si legge - in ogni caso sta monitorando con la massima attenzione tutte le situazioni critiche in modo da intervenire tempestivamente in caso di necessità".

Sulla questione interviene Giuseppe Guagliano, vicepresidente del Consiglio comunale di Racalmuto. "Visionando il piano triennale delle opere pubbliche - scrive Guagliano - tra le decine di interventi similari previsti non vi è traccia di quello che riguarda la Racalmuto – Montedoro. Inoltre, dalla consultazione del bilancio economico di previsione del 2015 e di quello triennale 2015/2017 sinteticamente si può leggere che nel 2014 al netto delle partite di giro e del rimborso delle anticipazioni di cassa, su una disponibilità di bilancio di 94 mila di euro ne sono stati utilizzati 37 per spese correnti ( stipendi e funzionamento dell'apparato) e 56 in conto capitale (investimenti). Nel 2015 su una disponibilità di 62 mila euro  42 in spese correnti e 20 in conto capitale".

"Nel 2016 - prosegue il vicepresidente - si prevede una disponibilità di 46 mila euro, 42 per spese correnti e 3 in conto capitale. Nel 2017 si prevede una disponibilità di 47,500 mila euro,  47 per spese correnti e 500 mila in conto capitale. Questi dati certificano l'assoluta impossibilità di raggiungere qualsiasi impegno od obbiettivo statutario da parte del Consorzio, di fatto si pone in totale discordia con quanto stabilito dalla carta Costituzionale, dal proprio Statuto e da ogni normativa che ne disciplina l'attività".

"Ci troviamo in presenza - aggiunge Guagliano - da un lato ad un'importante strada provinciale chiusa da un'ordinanza che, per disperata necessità, nessuno rispetta e per cui l'ente competente, pur essendo perfettamente consapevole, non fa niente per  porvi rimedio o nelle more impedirne il transito, credendo che un semplice cartello di divieto  possa sollevarli da eventuali responsabilità".  

"Dall'altro - conclude - siamo in presenza di una strada di cui non è certa la proprietà e di fatto non potrebbe rimanere aperta neanche un altro giorno, dato lo stato di grave pericolo che il transito comporta per la pubblica incolumità, da più parti denunciata e di cui tutti i potenziali responsabili fanno finta di niente, compresa la Regione che incamera dalla società Italkali le royalties previste come risarcimento per i danni provocati al territorio dall'attività mineraria".

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