"Torture sessuali al compagno di cella per estorcergli sigarette", a giudizio

La vittima sarebbe stata picchiata, minacciata e costretta a inserire nel pene un oggetto di forma sferica

Minacce, pugni, sgambetti, vessazioni e persino torture di natura sessuale per estorcere al compagno di cella sigarette e generi alimentari. Il trentaduenne Elvis Betean rischia adesso un rinvio a giudizio per le accuse di estorsione, minacce e maltrattamenti. L’udienza preliminare, davanti al giudice Luisa Turco, è in programma l’11 febbraio.

Betean, che ha nominato come difensore l’avvocato Davide Casà, di recente è stato peraltro condannato dalla Corte di appello (3 anni di reclusione, come in primo grado) per l’accusa di avere picchiato e rapinato un uomo in piazza Rosselli.

Questa volta la vittima della sua brutalità sarebbe stato un trentunenne messinese, detenuto insieme a lui nel carcere agrigentino di contrada Petrusa. Betean, fra le altre cose, avrebbe sgambettato e percosso il compagno di cella per costringerlo a comprargli olio, tabacco e coca cola. In un’altra circostanza, invece, lo avrebbe minacciato di fare del male non solo a lui ma alla sua famiglia prospettando che l’avrebbe sterminata e che avrebbe abusato dei suoi figli. In questo caso, sostiene l’accusa, la finalità sarebbe stata quella di avere il suo accappatoio e le sue ciabatte dei quali, evidentemente, era sprovvisto.

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L’accusa di maltrattamenti, ipotizzata dal pubblico ministero Elenia Manno che ha chiesto il rinvio a giudizio, scaturisce dalle ripetute vessazioni, umiliazioni e violenze fisiche che si sarebbero concretizzate in un episodio di tortura a sfondo sessuale: il trentenne sarebbe stato costretto a inserirsi nel pene un oggetto di forma sferica. I fatti sarebbero avvenuti nel luglio del 2017. La vittima ha deciso di denunciare l’episodio e la vicenda è approdata in aula per il processo. 

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