Estorsione a disabili, scontro in aula: Arnone indagato per stalking all'imputata

Udienza infuocata al processo all'avvocato Francesca Picone e alla sorella, il legale di parte civile accusato di perseguitare la collega

L’avvocato Giuseppe Arnone, che per una vicenda connessa era stato anche arrestato per estorsione (salvo poi venire scagionato da riesame e Cassazione), sollecita l’avocazione alla procura generale del procedimento e una modifica del capo di imputazione. Nel frattempo, proprio in corrispondenza con l’udienza, riceve la notifica di un avviso di conclusione delle indagini, atto che di norma prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, per le accuse di diffamazione e stalking, nei confronti della collega imputata che avrebbe perseguitato - secondo le accuse formulate nei capi di imputazione dai pubblici ministeri Alessandra Russo e Simona Faga – con post su facebook, striscioni e altre provocazioni con cui la accusava di “essere a capo di un’associazione a delinquere”.

Uno degli atteggiamenti persecutori che i pm contestano sarebbe stato commesso anche in un’udienza precedente del processo, quando era in corso davanti al gup Stefano Zammuto. Un’altra udienza di fuoco al processo a carico dell’avvocato Francesca Picone e della sorella Concetta, consulente fiscale di un patronato, accusate di estorsione e tentata estorsione ai danni di due clienti dello studio legale. Il giudice Alfonso Malato, dopo una battaglia durata tre ore, ha rinviato il processo al 15 giugno per sciogliere la riserva sulle tante questioni sollevate.

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Secondo l’accusa l’avvocato Picone, che in una circostanza avrebbe avuto il supporto della sorella Concetta, avrebbe costretto alcuni clienti che assisteva in una causa previdenziale per ottenere l’indennità di accompagnamento per figli o familiari disabili, a pagare una parcella ulteriore a quella stabilita dal tribunale. La difesa (affidata agli avvocati Annalisa Russello, Angelo Farruggia e Federico Siracusano) tenta di smentire questa circostanza attraverso una consulenza contabile a firma dell’avvocato Girolamo Monteleone. Intanto l’avvocato di parte civile Giuseppe Arnone (altre presunte vittime sono assistite dagli avvocati Salvatore Pennica, Arnaldo Faro e Gisella Spataro) ha chiesto l’avocazione alla Procura generale sostenendo che la linea dei pm di Agrigento sarebbe stata troppo “tenera” nei confronti dell’imputata e sollecita un intervento dei pg di Palermo. 

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