Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Diga Castello, agricoltori esauditi: superata la capienza massima

Ma le colture tra Ribera e Cattolica avrebbero, secondo quanto riferito da Coldiretti, riportato danni per milioni di euro a causa di frane e smottamenti dei terreni lungo il Platani, i cui argini non sono stati ancora correttamente ripristinati

La diga Castello

La diga Castello "straripa" d'acqua.

Il "cielo" ha esaudito gli agricoltori dei comuni agrigentini che si servono per fini irrigui della riserva idrica contenuta nell'invaso del lago Magazzolo, determinato dallo sbarramento dell'omonimo corso d'acqua.

Ma forse bisogna "stare attenti a cosa si desidera", perchè le copiose piogge hanno fatto si che adesso le colture siano a rischio per le precipitazioni eccessive, mentre prima il rischio era determinato da un'annata poco piovosa.

Si è, quindi, passati da un eccesso all'altro: a dicembre Coldiretti lanciava l'allarme per l'esiguità dell'acqua contenuta nel bacino, e si invocava "ogni atto necessario per riempire la diga" (come ha dichiarato più volte il direttore regionale della Federazione dei coltivatori, Giuseppe Campione, ndr) e ancora a gennaio l'invaso conteneva circa la metà rispetto al fabbisogno.

Diverse riunioni si sono susseguite con vertici regionali, di Coldiretti e del Consorzio di bonifica 3, il cui vice commissario, Mimmo Aquè, ha oggi comunicato che "grazie agli afflussi eccezionali di questi giorni, la diga Castello ha raggiunto la sua capienza massima" di acqua invasata pari a 21 milioni di metri cubi, come stabilito dal Servizio Dighe.

Dalle immagini (di Giuseppe Cutrò) è possibile rilevare come molta di questa acqua rischi adesso di perdersi. Quindi, alla luce dei dati ufficiali registrati, è stato oggi organizzato il trasferimento dell'acqua in eccesso al Lago Gorgo, con una previsione di trasferimento di circa 600 mila metri cubi necessari al raggiungimento del limite di capienza massima che, salvo imprevisti dell’ultimo momento, specificano i tecnici, dovrebbe avvenire già da domani.

E oggi Coldiretti lancia un nuovo allarme: ammonterebbero a diversi milioni di euro i danni subiti dalle colture per via non solo delle piogge ma anche di frane e smottamenti tra Ribera e Cattolica lungo il fiume Platani i cui argini, era stato rilevato anche qualche giorno fa, non sono ancora stati ripristinati a dovere.

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