menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
L'avvocato Daniela Posante insieme a D'Orsi

L'avvocato Daniela Posante insieme a D'Orsi

La difesa all'attacco: "Nessun abuso del suo ruolo, D'Orsi va assolto"

Dopo la dura requisitoria del sostituto pg che aveva chiesto la condanna a 4 anni e 6 mesi, replica l'avvocato Daniela Posante: "Si è dato credito a un teste che ha mentito tre volte"

"Non ha abusato in alcun modo del suo ruolo pubblico nè ha sottratto risorse lavorative all'ente o affidato incarichi in maniera illegittima. La sentenza di primo grado che lo scagiona è lineare e corretta sul piano giuridico e logico". Dopo la dura requisitoria del sostituto procuratore generale Emanuele Ravaglioli, che aveva chiesto la condanna a 4 anni e 6 mesi, l'avvocato Daniela Posante, per oltre un'ora, ha illustrato ai giudici della Corte di appello la sua arringa in difesa dell'ultimo presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi, accusato di concussione, peculato e abuso di ufficio.

"Abuso di ufficio e concussione", il pg chiede condanna a 4 anni e 6 mesi di D'Orsi

Diversi i filoni investigativi confluiti al processo. Innanzitutto la concussione che scaturisce dall'avere preteso di non pagare dei lavori di ristrutturazione della sua villa di Montaperto, per un importo di 10 mila euro, dall'imprenditore licatese Vincenzo Vecchio la cui ditta era iscritta nella lista delle imprese di fiducia della Provincia. "Il pg, nel chiedere la condanna, - aggiunge Posante - dà credito alle parole di Vecchio che ha riferito almeno tre versioni diverse ammettendo anche di avere, in precedenza, dichiarato il falso. L'unico punto fermo nelle sue variegate versioni è che non ha mai avuto alcuna soggezione di D'Orsi nè ha mai rinunciato al suo credito che avrebbe riscosso in seguito. Di conseguenza non si capisce quale sia la concussione". 

Il pg ha chiesto anche la condanna di D'Orsi per peculato perchè avrebbe sottratto alla Provincia, nel novembre del 2010 "in più occasioni", le risorse lavorative dell'agronomo Giovanni Alletto destinandolo alla messa a dimora di alcune palme (oggetto di una presunta corruzione, per questi fatti è stato condannato a 4 mesi in un processo a parte) sempre all'interno della sua villa. Alletto ha detto in aula di essere stato convocato all'esterno dell'ufficio da D'Orsi per discutere di questioni lavorative. Il pg non gli crede: "Lo ha detto perchè temeva a sua volta di finire sotto inchiesta". L'avvocato Posante ha replicato: "Le sue dichiarazioni sono state riscontrate, come sottolineano i giudici di primo grado è evidente che Alletto non sapesse che doveva mettere a dimora le piante. In caso contrario non si sarebbe presentato, come documentano le foto dei finanzieri appostati, in giacca e cravatta".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

AgrigentoNotizie è in caricamento