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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca

Scuola, domani in Sicilia si torna in classe: vince la linea del governo nazionale

E' quanto emerge al termine della task force convocata dalla Regione che, assieme all'Usr, ha scelto di evitare un nuovo "caso Campania". Restano però molte incognite e malumori: i sindaci ragionano su misure di disobbedienza

Tra incognite e malumori, vince la linea dettata dal governo nazionale e domani anche in Sicilia si torna in classe. Riaprono così le scuole per 600 mila studenti siciliani, dopo i tre giorni di ulteriore chiusura decisi sabato scorso dalla Regione per assecondare la richiesta di sindaci, presidi e sindacati, preoccupati per l'impennata di contagi da Coronavirus. 

E' quanto emerge al termine della task force alla quale hanno partecipato l'assessore regionale all'Istruzione, Roberto Lagalla, l'assessore alla Salute Ruggero Razza, i dirigenti dell'Ufficio scolastico regionale, il rettore dell'Università Kore di Enna, Gianni Puglisi, per gli atenei dell'Isola e una rappresentanza degli studenti.

Alla fine, la Regione e l'Usr non sono voluti andare in contrapposizione con la direttiva del governo per evitare un nuovo "caso Campania", dove il Tar ha sospeso l'ordinanza di chiusura emanata dal governatore De Luca. Da parte dell'assessorato regionale all'Istruzione verrà però inoltrata al governo nazionale la richiesta di misure più restrittive per tornare in didattica a distanza.
Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, a nome dell'Anci ha ribadito di essere pronto a firmare ordinanze comunali per non fare partire le lezioni e ha chiesto dati "certi dei contagi Comune per Comune e di conoscere la reale pressione alla quale sono sottoposti tutti i presidi sanitari". "Chi decide il rientro a scuola - ha aggiunto Orlando - si assume anche la responsabilità dell'aumento dei contagi".

Su questa linea anche i sindaci della provincia, che nei giorni scorsi avevano chiesto che l'Asp effettuasse dei tamponi a tappeto a tutta la popolazione scolastica, al fine di garantire un ritorno in classe in sicurezza. "Altrimenti - dissero i primi cittadini - firmeremo delle ordinanze anche non autorizzate".

In questa direzione si sono tra l'altro già determinati alcuni primi cittadini come quello di Porto Empedocle: nel comune marinaro, infatti, le lezioni sono sospese fino al 15 gennaio.

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