Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

Contagiati dopo il vaccino: quanti sono e come leggere i numeri

Tra gli over 80 le diagnosi di Sars-Cov-2 sembrano più numerose tra chi ha ricevuto due dosi. I vaccini non funzionano? Tutt'altro: i dati vanno letti con attenzione

In base all'ultimo bollettino dell'Istituto superiore di sanità nel periodo compreso tra il 2 luglio e il 1° agosto, tra gli over 80 sono stati riscontrati 534 casi di coronavirus tra i non vaccinati, solo 83 tra i vaccinati con ciclo incompleto e ben 1.338 tra chi aveva ricevuto due dosi. Eppure è sempre l'Iss a dirci che nella stessa fascia di età l'efficacia del vaccino nel prevenire l'infezione è elevatissima, addirittura dell'89,63 % tra i soggetti pienamente immunizzati. C'è qualcosa che non torna? E invece no. Quella che a prima vista può sembrare una débâcle dei vaccini indica in realtà l'esatto contrario. Vediamo perché prendendo ad esempio proprio la categoria in oggetto, ovvero gli anziani con più di 80 anni.

In questa fascia di età, su una popolazione totale di 4.554.107 persone, i non vaccinati sono appena il 9,3% del totale, ovvero 425.736 persone. Ci sono poi 164.209 soggetti vaccinati con una sola dose, il 3,6% della platea over 80, mentre il restante 87% ha completato il ciclo da almeno 14 giorni.

Quanto sono efficaci i vaccini (secondo i dati dell'Iss)

Ora, per rendersi conto dell'efficacia dei vaccini (parliamo nel caso specifico di prevenzione dall'infezione) è necessario non guardare ai numeri assoluti, ma mettere a confronto l'incidenza tra i casi rilevati e la popolazione di riferimento. In parole povere, i 534 casi di Sars-Cov-2 di cui abbiamo parlato all'inizio vanno messi in relazione con il totale dei soggetti non vaccinati, ovvero 425.736 persone. In questo caso l'incidenza è di 1 caso ogni 797 soggetti laddove tra i vaccinati con una dose è di di 1 ogni 1.978  e di 1 ogni 2.963 tra chi ha il ciclo completo. Per avere un confronto più comprensibile abbiamo calcolato, sempre partendo dai dati dell'Iss, l'incidenza su una popolazione di mille persone.

  • Non vaccinati: 1,25 (casi ogni 1.000 persone) 
  • Vaccinati con una dose: 0,5 (casi ogni 1.000 persone)
  • Vaccinati con ciclo completo: 0,33 (casi ogni 1.000 persone)

Se ne deduce che tra i vaccinati l'incidenza è notevolmente più bassa. Come abbiamo visto dunque basta cambiare prospettiva per avere un quadro totalmente diverso.

Mettendo a confronto il rapporto tra i gruppi dei vaccinati e quelli dei non vaccinati, l'Iss ha calcolato che l'efficacia stimata, sempre relativamente alle diagnosi di Sars-Cov-2, è dell' 89,63% con il ciclo completo e del 53,13% per chi è parzialmente immunizzato. 

Si tratta di stime che ovviamente possono subire delle variazioni, ma che danno comunque l'idea di quanto i vaccini proteggano anche dall'infezione.

Lo stesso discorso può essere fatto per ospedalizzazioni e decessi. Dal report dell'Iss si evince che tra chi ha più di 80 anni i non vaccinati finiti in ospedale sono 156, contro i 187 che avevano concluso il ciclo vaccinale. Un no vax avrebbe gioco facile a strumentalizzare questi numeri proprio perché a prima vista possono ingannare. I vaccinati finiscono in ospedale più dei non vaccinati? Ovviamente non è affatto così. Come abbiamo visto per i contagi, bisogna tenere in considerazione la platea di riferimento e, nel caso specifico (gli over 80) la popolazione vaccinata è pari a circa nove volte quella dei non vaccinati.

Il paradosso di contagi e ricoveri che sembrano più numerosi tra i vaccinati

Si tratta di quello che l'Iss ha definito "un paradosso, atteso e ben conosciuto, che bisogna saper riconoscere per evitare preoccupazioni e perdita di fiducia nella vaccinazione". Ovvero. "Se le vaccinazioni nella popolazione raggiungono alti livelli di copertura si verifica l'effetto paradosso per cui il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile tra i vaccinati rispetto ai non vaccinati. In questi casi, l'incidenza, però, (intesa come il rapporto tra il numero dei casi e la popolazione), è circa dieci volte più bassa nei vaccinati rispetto ai non vaccinati. Questi numeri se letti correttamente, quindi, ribadiscono quanto la vaccinazione sia efficace". Di rado più che in questo caso un'immagine vale più di tante parole. 

Tornando al report dell'Iss, si può notare che per quanto riguarda le terapie intensive, sempre nella fascia over 80, tra il 25 giugno e il 25 luglio sono stati ricoverati 14 non vaccinati, 6 vaccinati a ciclo completo e 0 con una sola dose. In questo caso, nonostante l'enorme sproporzione tra i due gruppi, le persone immunizzate ricoverate in ospedale sono comunque in numero molto minore. E lo stesso accade per i decessi: 48 tra i non vaccinati, "solo" 33 tra chi aveva ricevuto una o due dosi. Nonostante, lo ripetiamo, tra gli over 80 i non immunizzati siano una sparuta minoranza. Solo un caso? Forse no. 

Come i numeri possono ingannare

Facciamo un esempio:

"Se prendiamo una coorte di 10mila persone non vaccinate e assumiamo un rischio di contagio dell'1% avremo un totale di 100 contagiati. Ipotizziamo ora che il 90% di queste 10.000 persone sia protetto da un vaccino che ha un'efficacia del 90% nel prevenire l'infezione. Avremo in questo caso lo 0,1% dei contagiati su un totale di 9.000 individui, ovvero 9 persone infette dal virus.

Di contro, tra le 1.000 persone che non hanno ricevuto il vaccino ci saranno 10 contagiati perché il rischio di entrare in contatto col Sars-Cov-2 rimane dell'1%. In poche parole su un totale di 19 contagiati avremo 9 vaccinati e 10 non vaccinati.

All'apparenza il numero di infetti tra le due categorie sarà molto simile, ma si tratta solo un'illusione ottica: la probabilità di essere contagiati resta infatti decisamente più bassa nel gruppo dei vaccinati". 

Insomma, il quadro dovrebbe essere chiaro. I vaccini (per ora) funzionano decisamente bene. Il che non vuol dire che siano efficaci al 100%. Non lo sono. Tant'è che gli episodi di 'breakthrough' (rotture), ovvero di casi in cui il virus sfugge ai vaccini, vengono monitorati con attenzione dagli esperti. Si tratta però di eventi attesi, per lo meno nelle dimensioni osservate in Italia.

Va infine osservato che quanto più la copertura vaccinale sarà elevata, tanto più i pochi casi (di infezione, ricovero o decesso) registrati tra i vaccinati appariranno proporzionalmente numerosi. Il paradosso è proprio questo: se avessimo il 100% della popolazione vaccinata a far notizia sarerebbero solo i casi in cui il vaccino "fallisce", mentre i non vaccinati sarebbero all'apparenza immuni al virus. Ma la realtà sarebbe (è) quasi all'opposto.  

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