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Licata, avviato iter per ritorno all'acqua pubblica

Tra pochi giorni il Consiglio comunale licatese sarà chiamato ad esprimersi sul ritorno alla gestione diretta dell’acqua pubblica. E’ stata trasmessa oggi la proposta che vede Licata assieme ai Comuni di Palma di Montechiaro, Naro, Grotte, Racalmuto, Canicattì e Campobello di Licata tutti soci del Consorzio Tre Sorgenti, ad essere riconosciuti come sub-Ato, organo che permetterebbe la gestione pubblica e diretta del servizio idrico

Tra pochi giorni il Consiglio comunale licatese sarà chiamato ad esprimersi sul ritorno alla gestione diretta dell’acqua pubblica. E’ stata trasmessa oggi la proposta che vede Licata assieme ai Comuni di Palma di Montechiaro, Naro, Grotte, Racalmuto, Canicattì e Campobello di Licata tutti soci del Consorzio Tre Sorgenti, ad essere riconosciuti come sub-Ato, organo che permetterebbe la gestione pubblica e diretta del servizio idrico.

Il sindaco con propria direttiva n° 105 del 5/10/2015 aveva dato avvio attraverso gli uffici competenti al percorso indicato dalla legge regionale n° 19 del 11/08/2015 che all’art. 5, comma 6 stabilisce: 

“I Comuni afferenti ai disciolti Ambiti Territoriali Ottimali presso i quali non sia determinato effettivamente l’implementazione sull’intero territorio di pertinenza della gestione unica di cui all’art. 147, comma 2, lett.b), del Decreto Legislativo n° 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, con deliberazione motivata da assumere entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, possono adottare le forme gestionali del comma 7 dell’art. 4”.

Ritenendo l’argomento “acqua pubblica” fondamentale oltre che vitale per i propri concittadini, e dato atto che l’attuale gestione privata del servizio è risultata fallimentare a danno dei cittadini, l’Amministrazione Comunale, condividendo le premesse della legge Regionale n° 2/2013 all’art. 1 comma 1 che recita:

“La Regione riconosce l’acqua quale patrimonio pubblico da tutelare e trattare in quanto risorsa limitata di alto valore sociale, ambientale, culturale, economico; considera, altresì, l’accesso all’acqua quale diritto umano, individuale e collettivo e indirizza prioritariamente i propri obiettivi alla salvaguardia dei diritti e delle aspettative delle generazioni future” garantirà il completamento dell’iter così come stabilisce la legge.
 

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