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Corte di Cassazione (foto archivio)

Corte di Cassazione (foto archivio)

Confisca dei beni ad Arturo Messina, per la Cassazione è definitiva

Il sequestro venne effettuato nel 2010 e riguardava conto correnti, terreni ed una avviata attività aziendale. Il tutto per un valore di stimato di 5 milioni di euro 

Sono stati confiscati definitivamente i beni di Arturo Messina di Villaseta, deceduto nel 2008. La sentenza è della Corte di Cassazione ed è stata emessa poco prima delle festività natalizie. Lo riporta il quotidiano La Sicilia. 

A presentare ricorso in Cassazione erano stati gli eredi. I familiari sono stati assistiti dall'avvocato Salvatore Pennica che ha sostenuto la legittima provenienza dei beni. Il provvedimento riguarda conto correnti, terreni ed una avviata attività aziendale. Il tutto per un valore di stimato di 5 milioni di euro. 

Ad eseguire, nel 2010, il provvedimento di sequestro - disposto dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Agrigento su proposta della procura di Palermo, a carico di Arturo Messina che era stato condannato per estorsione, associazione mafiosa ed omicidio - è stata la Dia e il Gico della guardia di finanza di Palermo. La morte dell'imprenditore, deceduto in carcere, a 65 anni, nell’aprile del 2008, non ha, dunque, impedito l'applicazione della misura patrimoniale nei confronti dei beni ereditati dai familiari. 

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