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Ricordato Giuliano Guazzelli a 22 anni dall'assassinio ad Agrigento

Ricordato il sottufficiale dei carabinieri ucciso dalla mafia ad Agrigento. Dopo una Santa Messa, un omaggio floreale è stato posto sul luogo del delitto e un altro nella caserma dei carabinieri di Villaseta. Il generale Governale: "Ha creduto nel servizio in favore della collettività"

Sono trascorsi 22 anni dall'omicidio del maresciallo dei carabinieri Giuliano Guazzelli. E stamani così, come ogni 4 aprile da 22 anni a questa parte, l'Arma ha voluto ricordare il sottufficiale ucciso dalla mafia. Dopo una Santa Messa nel Santuario di "San Calogero" di Agrigento, una corona di fiori è stata deposta sul luogo del delitto, ovvero allo svincolo del viadotto "Morandi" che immette nella Ss115 per Porto Empedocle.

Un altro omaggio floreale è stato, poi, posto ai piedi della lapide che ricorda il militare all'interno della caserma dei carabinieri di Villaseta. Presente, oltre alla moglie di Giuliano Guazzelli e alle massime cariche militari e civili, anche il prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, il procuratore capo di Agrigento, Renato Di Natale, gli ufficiali dei carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, i rappresentanti di tutte le forze dell'ordine e, infine, il generale di brigata Giuseppe Governale, comandante della Legione carabinieri Sicilia. 

"Il maresciallo Giuliano Guazzelli - ha detto il generale Governale - ha anteposto i suoi interessi personali e quelli della propria famiglia ad un ideale: il servizio in favore della collettività, in un momento particolare, quando la mafia era particolarmente aggressiva. Ha messo anche a repentaglio la sicurezza dell'ordine democratico. I carabinieri anche in quella circostanza, come sempre del resto, sono stati  al loro posto. In silenzio hanno fatto il loro dovere. Lo hanno fatto tanti di essi: tanti sono stati eroi, tanti hanno vissuto nell'ombra. Ma tutti con il sentimento di essere presenti quando serve. Il futuro è particolarmente delicato - ha detto il comandante regionale dei carabinieri, rispondendo alle domande dei giornalisti - . La popolazione soffre attraverso un momento di difficoltà. I carabinieri, come sempre, saranno al loro posto: dalla parte dei cittadini, perché non esisterebbero se non avessero quell'interlocuzione armonica e virtuosa che li fa vedere sempre dalla parte di chi soffre. Questo è stato il nostro paradigma caratterizzante, questo è il nostro futuro".

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