Caso Arnone, primo giorno in tribunale dopo l'arresto e la semilibertà

L'avvocato ex consigliere comunale è tornato al palazzo di giustizia dopo che gli uffici giudiziari gli hanno elaborato il programma: la notte dovrà tornare in carcere

Giuseppe Arnone, il giorno dell'arresto

L’arresto, un mese ininterrotto di permanenza in carcere prima ad Agrigento e poi ad Enna, due permessi di alcune ore per andare al capezzale della madre moribonda prima e al funerale poi. Infine, da ieri mattina, il ritorno in tribunale. Il programma della semilibertà per l’avvocato Giuseppe Arnone, che durante la giornata potrà continuare ad esercitare la professione e la sera dovrà tornare a dormire in cella, è stato stilato e da alcune ore è pienamente effettivo.

I primi scatti social di Arnone dopo un mese di carcere

L’ex consigliere comunale e presidente regionale di Legambiente è tornato in tribunale per svolgere alcuni adempimenti di cancelleria. Da ieri, primo giorno utile di piena operatività del programma di semilibertà, Arnone dovrà comunicare al magistrato di sorveglianza e all’ufficio esecuzione penale esterna i suoi impegni professionali e la sera dovrà tornare a dormire in cella. A deciderlo, lo scorso 18 aprile, è stato il tribunale di Sorveglianza.

Il tribunale di sorveglianza ha deciso: Arnone in carcere solo la sera

L’avvocato, ex ambientalista e protagonista della vita politica cittadina per tanti anni, il 27 marzo era finito in carcere perché, secondo il magistrato di sorveglianza, nei giorni precedenti aveva violato le prescrizioni dell’affidamento in prova ai servizi sociali distribuendo volantini ritenuti diffamatori nei confronti di alcuni magistrati e pubblicando su Youtube video dal contenuto analogo. Arnone ha rischiato di dovere scontare le due condanne per calunnia e diffamazione, con fine pena 12 luglio 2021, in carcere.

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VIDEO. Arnone prelevato dalla polizia in tribunale

Il tribunale di Sorveglianza ha poi deciso per una soluzione intermedia: di giorno potrà continuare a lavorare come avvocato e coltivare le sue relazioni familiari, salvo rispettare alcuni divieti fra cui l’uso di Facebook e la diffusione di scritti pubblici con varie forme. La sera tornerà in carcere. 

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