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Dal salvataggio alla copertina di Vogue, Carlo Giarratano: "Rifarei tutto quello che ho fatto"

La scorsa estate, il capitano coraggioso ha rischiato la vita pur di salvare delle persone. I migranti erano alla deriva e l'equipaggio ha prestato soccorso

Conosce il mare ed anche le sue leggi, a bordo del suo peschereccio ha sfidato intemperie e salvato vite umane. Lui è Carlo Giarratano ed il suo nome è passato ai doveri di cronaca per un importante salvataggio. Il capitano del peschereccio saccense “Accursio Giarratano” la scorsa estate ha salvato 50 vite umane. Persone che rischiavano di morire in acque internazionali.

“Conosciamo una sola legge, ovvero quella del mare – ha detto Carlo Giarratano ad AgrigentoNotizie – nessun marinaio avrebbe lasciato morire quelle persone. Continuo a ripetere che noi, io e dil mio equipaggio, non abbiamo fatto nulla di eccezionale. Anzi, a dire il vero, non era neppure la prima volta che salvavamo delle persone”.

  Carlo, comandante del suo peschereccio, non ha mai esitato. “Ricordo bene quei momenti – racconta Giarratano – ho le facce di quelle persone impresse. Il volto che non dimenticherò mai? Non ce n’è uno in particolare. Avevano gli occhi grandi e spaventati, ma anche pieni di disperazione”.

La vita di Carlo Giarratano dopo quel 26 luglio è cambiata. “Onestamente non mi spettavo tutto questo clamore – dice ad AgrigentoNotizie – non ero abituato a parlare con i giornalisti. Io ho fatto soltanto il mio dovere”. Quando a Carlo Giarratano viene chiesto se ha avuto qualche ripensamento su quella notte, lui senza esitare  risponde così: “Lo rifarei? Ovviamente sì”.

Trasbordati i migranti al largo di Malta, il peschereccio "Giarratano" fa rotta verso Sciacca

Il mare, le sue leggi e le intemperie, Carlo non ha dubbi: “Il mare non è per tutti. E’ bellissimo si, ma è anche spavaldo. A volte pericoloso. Il mare a guardarlo è molto bello, viverlo è un’altra cosa. Bisogna saperci fare, oppure potrebbe essere pericoloso”. Gli uomini dell’equipaggio dell’Accursio sono stati anche immortalati da Vogue, rinomata rivista di moda e glamour. “Ovviamente non me l’aspettavo. E’ stata una bellissima esperienza. Quando me l’hanno detto, quasi non ci credevo. La cosa paradossale è che ho avuto anche difficoltà a trovare il giornale. Nelle edicole di Sciacca era introvabile”.

Carlo Giarratano vive di pesce un settore importante che, però, non vive momenti facili. “Cosa vuol dire essere un pescatore? Si vive di sacrifici. Ad esempio a settembre c’è il fermo biologico, poi il maltempo… Non è facile. Dobbiamo essere più tutelati”.

L’armatore torna a parlare della sua vita e di quel “famoso” salvataggio. “Ricordo davvero bene quei momenti. Il pensiero, ovviamente, era rivolto alla mia famiglia. Cosa mi auguro per il nuovo anno?  Avendo la salute e la serenità, non manca niente”. Carlo Giarratano tornerà in mare, possibilmente salverà ancora vite: “La legge del mare non mente, chi conosce sa bene che le vite umane vanno salvate”. Nel corso di diversi mesi, Giarratano, è diventato l’eroe buono del mare di Sciacca. Vogue, ha voluto rendere omaggio ad uomini che hanno messo a repentaglio la loro vita pur di salvare vite umane.

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