Neonato morto per problemi respiratori, due medici davanti al gup

La difesa dei due sanitari dell'ospedale chiede tempo per esaminare la documentazione relativa alle nuove indagini della Procura

L'ospedale Barone Lombardo di Canicattì

La difesa chiede di esaminare gli esiti della corpossa attività di indagine eseguita dal pubblico ministero Elenia Manno in seguito ad un’ordinanza del gup Francesco Provenzano. L'udienza preliminare per la morte del piccolo Francesco, figlio di una coppia di ravanusani, avvenuta il 6 marzo del 2017, viene aggiornata al 24 settembre.

La Procura ipotizza lo svolgimento di esami diagnostici in ritardo di quasi due ore e il mancato intervento subito dopo il parto: la negligenza operativa, secondo l’accusa, avrebbe provocato la morte del neonato, poche ore dopo la nascita, avvenuta all'ospedale Barone Lombardo di Canicattì. Il pm ha chiesto il rinvio a giudizio, per l'accusa di omicidio colposo, nei confronti di Maria Favata, 62 anni, pediatra e di Stefano Attardo, 64 anni, medico neonatologo, entrambi in servizio all’ospedale canicattinese.

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Il magistrato della Procura ritiene che i due medici, che hanno nominato come difensori gli avvocati Salvatore Manganello e Eduardo Cirino, abbiano agito con "grave negligenza consistita nel ritardare l'esame emogasanalitico" sul bimbo che, subito dopo la nascita presentava dei problemi respiratori. L’accertamento, secondo quanto ha ricostruito l’inchiesta della Procura, sarebbe stato fatto soltanto un’ora e quaranta minuti dopo la nascita del piccolo.

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